29 Luglio 2010

Ivan Eotvos


Forse che sì, forse che no

Sul Nucleare Tomeo non la pensa come D'Arco. «Ma l'Ente Provincia non è schierato»


All’opinione di Silvio D’Arco, espressa su ParvapoliS appena qualche giorno fa, oggi si aggiunge quella opposta di Marco Tomeo, collega di D’Arco in quanto assessore con molte deleghe tra le quali i fondi europei. Marco Tomeo, proveniente da un’area che non ha mai fatto mistero della sua opposizione al nucleare come quella del gruppo di  Fabrizio Cirilli. Le sue dichiarazioni critiche nei confronti del nucleare potrebbero apparentemente confondere le idee a coloro che avevano visto nelle dichiarazioni dell’assessore “atomico” – così era stato nominato Silvio d’Arco dal quotidiano Latina Oggi in seguito alle sue dichiarazioni – sulla posizione incerta dell’amministrazione provinciale. La realtà è che, per quanto i titolo dei giornali possano essere spiritosi o le esternazioni roboanti, lo schieramento di un ente locale come la Provincia appare marginale. Almeno fino al momento in cui non verranno rese ufficiali le collocazioni che dovrebbero avere i nuovi siti nucleari. Da quel momento le amministrazioni locali avranno circa due mesi di tempo per presentare delle eventuali osservazioni e criticità riguardo alla servitù a cui sarebbero destinate. Praticamente una specie di "diritto di recesso" da un contratto che noi non abbiamo di certo né voluto né sottoscritto – e anzi, avevamo di fatto rifiutato in sede referendaria – ma che ci troviamo a dover affrontare in qualche maniera. Solo in quel momento, la cui data è da destinarsi, si capirà da che parte stanno gli enti locali. Certo, una così rigida scadenza imporrebbe delle idee chiare e la Provincia come istituzione, sebbene non sia l’ente tra i più favorevoli al ritorno del nucleare, ha ancora dei sommovimenti al suo interno.
Va detto però, per correttezza, che Silvio D’Arco non ha espresso in merito una posizione piuttosto chiara specificando: «Detto questo, non vorrei però che il mio pensiero personale venisse strumentalizzato e interpretato artatamente come una posizione politica e istituzionale a favore dell’ubicazione di centrali nucleari in provincia di Latina». Ed  aggiungeva: «Mi auguro invece che il mio intervento possa servire ad aprire un ragionamento serio e sereno, anche molto critico se necessario, ma fuori da ogni paura irrazionale e dagli ideologismi inutili e dannosi».
Certo però, che se l’assessore D’Arco sentiva lo smodato impulso di esprimere la sua posizione, non gli mancavano le sedi istituzionali per farlo e le occasioni di confronto vero per farlo. Forse ha voluto lasciare il suo pensiero in sospeso affinché tutti vi meditassero durante la pausa estiva.

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