“Quanto accaduto sabato scorso a Renata Polverini durante la visita all’ospedale di Latina, in cui alcuni eccellenti rappresentanti della Asl le volevano impedire di visitare il “Santa Maria Goretti” è vergognoso ma a contempo è l’emblema di come la sinistra in questi anni abbia male amministrato la nostra sanità,n on inducendola ad un pozzo che ingoia denaro senza fine ascapito della efficienza dei servizi”. Così Giovanni Di Giorgi, candidato del Pdl alla Regione, commenta lo spiacevole episodio a cui è andata incontro Renata Polverini nel corso della sua visita al nosocomio del capoluogo, fatto denunciato pubblicamente dalla stessa candidata alla presidenza della Regione.“A nome della nostra città chiedo scusa a Renata Polverini per quanto accaduto. Quel fatto non è certo l’indice di una inospitalità della nostra città ma è semplicemente il frutto del delirio a cui è giunta la sinistra. Impedire ad un esponente politico di rendere visita ad un luogo pubblico per nasconderle i buchi neri della sanità, ci consente, più di ogni altro segnale, di affermare con grande fermezza che la sanità, come tanti altri settori, necessitano di cambiamenti radicali e urgenti nelle modalità di gestione. Intendiamoci, anche in questo settore ci cono tante eccellenze e professionalità valide, ma essenon vengono valorizzate né incentivate. Come cittadini, prima ancora che come politici, non ci possiamo permettere di essere immobili di fronte allo scempio che la Regione sta compiendo da anni nei riguardi del sistema sanitario locale – continua Di Giorgi - Concordo con chi crede che la sanità debba essere universale, solidale ed egualitaria. Sono convinto che quando un cittadino italiano, senza distinzione di razza, religione o ceto sociale ha necessità di rivolgersi ad una struttura sanitaria debba poterlo fare e debba ricevere pronta ed adeguata assistenza medica. Alla luce delle attuali esigenze nella gestione della salute si evidenzia la necessità di rivedere profondamente il sistema sanitario regionale. Occorre innanzitutto realizzare un sistema equilibrato che soddisfi la domanda di salute in maniera più adeguata per ripristinare la fiducia nel rapporto medico – paziente e la fiducia degli operatori sanitari e utenti, verso le istituzioni. E’ necessario ripensare un sistema che garantisca maggior appropriatezza finanziaria , organizzativa e soprattutto maggior efficienza. La Sanità nella Regione Lazio rischia il collasso , inoltre il pareggio bilancio tanto promesso diventa un vero e proprio miraggio. Tutta colpa dei tagli e dei risparmi alla spesa promessi e mai effettuati per rientrare dall’enorme deficit accumulato negli anni. A ciò si aggiunga la disorganizzazione che sembra essere la causa principale di sprechi pregressi assai diffusi e l’inefficienza gestionale che ogni anno costa ai cittadini laziali quasi 70 milioni di euro se non si procederà ad una ristrutturazione integrale dei comparti". Circa gli accreditamenti Di Giorgi rileva: "La Regione Lazio non rilascia gli accreditamenti ( provvisori e definitivi). La situazione è immutata da molto tempo. Con riferimento alla legge regionale n. 4/2003 la Regione Lazio avrebbe dovuto, a seguito della presentazione della documentazione di accreditamento, verificare l’esistenza dei requisiti e di tutte le realtà già presenti sul territorio. Il tutto per procedere ad una equa distribuzione, nella Regione Lazio, di centri accreditati e per sopperire alle carenze e discrepanze tra province. Questa cosa non è ancora avvenuta, con la conseguenza che i Centri di riabilitazione altamente specializzati non sono in grado di rispondere alla domanda di servizio di molte famiglie interessate, specialmente nella provincia di Rieti, Latina e Frosinone.
Nel sud pontino, in ottemperanza a quanto previsto dalla legge 328/2000 e dalle progettualità previste dal piano di zona, sono stati attivati servizi assistenziali da parte dei comuni. L’intervento della ASL si è limitato, nel campo specifico, alle funzioni assolte dal CAD distrettuale. La mancanza di centri accreditati, che svolgevano funzioni di supporto e vicarianti, ha determinato la fruizione da parte di molti utenti di centri della vicina Regione Campania".