09 Marzo 2010

Rita Bittarelli


Il Lazio è la terza regione per numero di cacciatori

Legambiente: «Noi chiediamo invece un maggiore impegno a favore della biodiversità»


“Per il 2010, anno dedicato dalle Nazioni Unite alla tutela della biodiversità, chiediamo alla Regione Lazio un concreto impegno per dire definitivamente basta ai reiterati tentativi di ‘caccia selvaggia’ e per dare vita, invece, insieme alle altre Regioni italiane, a una forte azione a difesa della biodiversità, come chiede la maggioranza dei cittadini laziali”. Questa la richiesta che Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio, lancia alla futura amministrazione regionale in occasione del lancio del nuovo sondaggio su “Le opinioni degli italiani sulla caccia”, realizzato a Febbraio 2010 nelle 13 regioni al voto da IPSOS PA per Enpa, Lav, Legambiente, Lipu e Wwf. La Regione Lazio è la terza in Italia per numero di cacciatori, con una percentuale del 9,2% su un totale di 765.404, pari a 70.242 unità, ovvero l'1,6% della popolazione al di sopra dei 18 anni. Ma anche qui, come nel resto del paese, il 70% degli elettori si dichiara fortemente contrario ai candidati che proponessero regole a favore della caccia, e ben 4 elettori su 10 cambierebbero di conseguenza il loro voto. Anzi, l’88% vuole dai candidati un impegno politico e legislativo per aumentare le tutele per gli animali e la natura. “La maggioranza dei cittadini laziali è palesemente contro la caccia selvaggia e anche qui, come nel resto d'Italia, si tratta di una maggioranza schiacciante, trasversale e decisiva - continua Avenali - , come mostrano i risultati nelle tredici Regioni al voto. Dai cittadini laziali arriva un’indicazione precisa, auspichiamo davvero che la politica la raccolga in toto, per consentire al Lazio di difendere sempre e meglio il proprio patrimonio naturale”. Elevato, a livello nazionale, il consenso ad alcuni provvedimenti per limitare la caccia e aumentare la sicurezza per i cittadini: il 77% è favorevole al divieto di caccia agli uccelli migratori, il 78% è per vietare la caccia di domenica e nei giorni festivi quando i boschi sono più frequentati da persone, l’80% per vietarla nei terreni privati senza l’autorizzazione del proprietario, l’84% è per non rilasciare la licenza prima dei ventuno e dopo i settant’anni, l’86% è favorevole all’aumento della distanza di divieto di caccia dalla case e dai sentieri degli escursionisti.

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