12 Settembre 2008
Nadia Turriziani
I Cortissimi
Pier Paolo Mattei si affaccia così nel mondo della letteratura. Con i Subsonica in cuffia...
“Aeroporto di Fiumicino, Ottobre 2006. Un uomo sta scegliendo delle riviste che gli consentiranno di passare un’oretta prima di partire per Catania. Al momento di prendere il solito settimanale, decide di comprare un block-note ed una penna. Si siede, mette i Subsonica in cuffia e inizia a scrivere. Riempie il blocco in poco più di mezz’ora. Da allora, non ha mai smesso di scrivere. Neanche in questo momento. Un abbraccio a Paolo, che era con me in quel viaggio e che ora è in viaggio. Per non so dove. Per sempre”.
Questa la premessa ai sei cortissimi scritti da Pier Paolo Mattei. Sei brevi racconti dal titolo sintetico ma dalle trame coinvolgenti. Alcune addirittura toccanti. - Facile; Jaws; La Lisca; Trocadero club; 50 lire e La luce. -
Pier Paolo Mattei è nato a Latina il 29/06/1965. Attualmente responsabile del settore di qualità e convalida dei sistemi computerizzati di una importante azienda pontina. Tra le sue passioni la musica e la scrittura a livello amatoriale.
Ha partecipato ad alcuni concorsi con racconti brevi: da menzionare “La Luce” (selezionato Premio Letterario Panchina 2008) e “Tamò” (finalista Premio Letterario Nemo 2008).
Con “I Cortissimi” (anno 2006) ha avuto inizio la sua carriera di aspirante scrittore. In “Facile”, Marco 20anni adottato all’età di quattro odia a tal punto il padre adottivo (Il Vecchio) da organizzare con l’aiuto de “Il Drago” la sua morte. Lui la “merda dalla quale mai si potrà ricavare cioccolata” voleva finalmente porre fine alle angherie ed alle umiliazioni nell’unico modo che conosceva. La vita a volte può però giocare dei brutti tiri…come nel suo caso…
In “Jaws”, la partita tra “i vecchi amici” ed il mare e le sue onde maledette avrà sicuramente un vincitore e quello sarà sicuramente… “I vecchi amici” sono consapevoli del fatto che: “Sarà proprio nel momento in cui non avranno più paura del mare che lui li annienterà.” E quindi un unico incitamento il loro: “Forza cazzoni, tavola ai piedi e via cavalcando nuove emozioni.”
In “La Lisca”, Vito Cammarata ed i suoi fratelli dopo tante tribolazioni e il divieto da parte del medico, a causa di problemi di salute, di banchettare con ogni ben di Dio decidono improvvisamente di dar vita ad un lauto pranzo proprio con quella lisca, residuo di una cena a base di pesce lesso, che ben condita secondo delle regole culinarie improvvisate, diventa l’ingrediente fondamentale di una succulenta abbuffata. A dispetto della salute e delle umilianti rinunce.
In “Trocadero Club”, Pilar con i suoi 15 anni schiaffeggia la vita a modo suo. Con “quel” vestitino a fiori e “quelle” scarpette rosse affronta le notti a suon di musica e sesso. Solo poche lire per soddisfare le voglie dei clienti balordi. Solo poche lire per sottostare alle loro ire ed alle loro botte feroci. Perché tutto questo?... In “50 lire”, il costo di un giro nel Juboxe, l’amore e le prime palpitazioni fanno da scenografia alla già meravigliosa scenografica Sabaudia ed ai suoi campeggi marini. Quindici anni ed avere la vita tra le mani. Quindici anni e le sensazioni a mille e l’amore nel cuore.
In “La Luce”, il più toccante tra i racconti si tratta il tema dell’Eutanasia. Gesto d’amore compiuto con tanta sofferenza da Maria e Tonino, moglie e migliore amico di Claudio. Sarà proprio Tonino ad iniettare l’ultima soluzione in vena all’amico. Saranno le lacrime sincere di Maria ad accompagnare Claudio nel viaggio verso La Luce. Ribadisco…Sono dei brevi racconti, completi nello loro sinteticità che saranno sicuramente il preludio di altre storie raccontate con la stessa enfasi da un altro autore pontino.








