Economia

Latina. Anche la Cisl contro le banche. Pasquale Verrengia: «Gli istituti di credito non cooperano alla crescita socioeconomica del territorio»

09/11/2001

Alla luce degli ultimi importanti interventi da parte della Camera di Commercio di Latina
e Federlazio (ufficializzazione dei dati sulla crescita socio-economica raccolti
dall'Istituto Tagliacarne e presentazione e analisi dei successi da parte di un organismo
come Step per l'Imprenditoria giovanile), il segretario generle della Cisl pontina
Pasquale Verrengia punta l'indice sugli istituti di credito. «Se c'è un forte
lassismo dell'economia locale, l'aiuto da dove potrebbe venire se non dalle banche,
che dovrebbero avere tutto l'interesse ad investire nel comprensorio?».
Il dubbio di Verrengia parte dal fatto che l'economia pontina cresce senza sviluppo
e senza un feeling con gli istituti di credito. «Tranne qualche rara eccezione,
le banche non cooperano affatto per la crescita socioeconomica della provincia; abbiamo
tanti sportelli bancari, ma a cosa servono? Se incassano soltanto, non fanno altro che
comportarsi come promotori finanziari, considerato quindi che il denaro stesso
non viene messo in circolazione per lo sviluppo. Senza investimenti non si cresce,
questo mi sembra chiaro e lampante. Auspicare l'introduzione di un sistema
creditizio imperniato secondo la tradizione americana potrebbe essere una soluzione,
quando si finanziano le idee (vedi la Camera di Commercio che si fa garante per i progetti
portati avanti dalla Step) si aiuta l'economia a crescere e ad uscire dal letargo in cui
purtroppo siamo caduti. Inoltre, sempre seguendo le linee del sistema bancario americano,
sarebbe auspicabile che le banche lavorassero totalmente con il sistema telematico,
ottimizzando così i tempi e i modi, ma anche qui andiamo incontro a un certo arenamento,
perché gli stessi istituti creditizi non investono nel settore formativo».

Mauro Cascio

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