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LA BANDA mostra personale di Linda De Zen all'Hotel Europa

L'esposizione di Latina è il risultato di una brigata non confusa, ma accordata in un unico suono, stridente e globalizzante in un progetto circolare che non tende ad avere un filo logico, ma un’armonia è a cura di Rossana Calbi e Fabio D'Achille.

07/11/2021

Non si entra in punta di piedi in una mostra di Linda De Zen, ci si può prendere il lusso di fare rumore perché si è in buona compagnia. L’artista nata a Malo, il paese in provincia di Vicenza che Luigi Meneghello racconta in un romanzo di natura sociologica, Libera nos a Malo, in cui gli usi del paese diventano l’ironia stessa per descriverlo, crea gli stessi flussi di coscienza del suo illustre concittadino in una congerie di tratti che ricalcano figure umane grottesche e parossistiche, in cui primeggiano i suoi stessi contorni. Concatenando se stessa all’altro immaginato, vissuto e descritto in un continuo dialogo con un linguaggio che tende alla riconciliazione tra l’immaginato e il reale, Linda De Zen confonde i due piani e crea un discontinuo nella lettura del suo pubblico, per questo la mostra ospite dell’Hotel Europa di Latina è il risultato di una brigata non confusa, ma accordata in un unico suono, stridente e globalizzante in un progetto circolare che non tende ad avere un filo logico, ma un’armonia.

Linda De Zen si laurea in spettacolo al DAMS di Padova.

Il suo interesse per l’arte si sviluppa anche praticamente: inizia a studiare da autodidatta diverse tecniche, la fotografia analogica, il mosaico e infine la pittura. Il suo processo pittorico si sviluppa nei ritratti a occhi chiusi, opere in cui l’artista rifiuta l’osservazione del medium e si concentra sul soggetto che ha di fronte trasformando la sua percezione visiva nel tratto. Nel 2017 arriva a Roma per proseguire la sua ricerca e sviluppa i suoi lavori in una residenza d’artista presso la galleria Sala Blu che ospita la sua prima mostra personale. Successivamente espone al Museo Scalvini di Desio (MB), nell’Abbazia di Badia a Ruoti (AR), nelle sale di Palazzo Risolo a Specchia (LE), a Trieste presso Knulp e in occasione del Tact&Art 2019, nel 2020 ritorna in mostra a Roma da Up Urban Prospectve Factory e nel mese di agosto è ospitata dal comune di Bienno (BR) in un progetto espositivo personale nelle sale affrescate della biblioteca.

Il suo lavoro pittorico si affianca a quello più illustrativo e nel 2020 realizza il libro MeTe, un lavoro editoriale a quattro mani con Massimo Viglietti pubblicato da Neomediaitalia (NA), nel novembre 2021 le sue illustrazioni sono pubblicate nel volume Una stanza tutta per sé edizioni del Frisco (PI).

Redazione ParvapoliS


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