Politica

Il futuro della sanità nelle Case della Comunità

Previste per ogni 25mila abitanti, servirebbero le zone periferiche tramite i medici di famiglia e gli assistenti sociali, e rientrano nel Piano di Rilancio voluto da Draghi

03/06/2021

In un momento di emergenza sanitaria e di riconversione sociale come questo è necessario ripensare e rimodulare anche il comparto della salute, per andare incontro alle esigenze del cittadino, non lasciandolo solo, ripensando proprio le comunità.

Ecco che, così, nasce il progetto La Casa della Comunità quale struttura volta a servire, soprattutto, i borghi di Latina e quelle periferie troppo spesso dimenticate. Il dipartimento Fare Latina Sanità propone che sia l'ospedale ad andare a casa del cittadino, al fine di garantire una costante e mirata continuità di cure e la difesa dei suoi diritti inviolabili, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, cioè nella sua comunità, ricordando che la salute è fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività (art. 2 e 32 della Costituzione Italiana).

Un'idea nata dalla precisa volontà dei referenti di Fare Latina Sanità i dottori Adelchi Saltarelli, Giorgio Ruggiero, Silvia Berardi e l'ing. Stefano Tramentozzi.

La Casa della Comunità è prevista come struttura per ogni 25.000 abitanti, aperta lun/sab ore 8-20, pensata per borghi limitrofi attorno a Latina, come ad esempio verso comunità numerose. La Casa della Comunità potrà riunire in una struttura di quartiere i medici di famiglia, gli specialisti, gli infermieri e gli assistenti sociali.

I vantaggi? Un netto taglio dell'overcrowding (sovraffollamento) dei Pronto soccorso, determinato dagli accessi impropri dei codici bianchi e verdi, con netto risparmio di tempo (non solo i tempi di attesa, ma anche i tempi richiesti dallo svolgimento del percorso diagnostico-terapeutico) e netto risparmio economico (si valuti il costo di ciascun accesso improprio in pronto soccorso e, ancor di più, di ciascun ricovero improprio).

Concetto ribadito anche dal PNRR: stare sul territorio produce servizi migliori, più efficienti e meno costosi che la concentrazione nelle strutture ospedaliere.

A tale fine Fare Latina chiederà un incontro con il direttore generale della ASL la Drssa Silvia Cavalli, per verificare la disponibilità per nuove dislocazioni MMG nei borghi o, eventualmente, nuove assunzioni, oppure cambio mansioni di qualche medico ospedaliero che si renda disponibile.

In accordo con il Recovery Plan Draghi, riforma che ha lo scopo di rendere uniformi le prestazioni, i LEA, per tutti i cittadini, nei centri urbani e rurali: infatti i Livelli Essenziali di Assistenza indicano l'insieme di tutte le prestazioni, servizi e attività che i cittadini hanno diritto a ottenere dal Servizio sanitario nazionale, allo scopo di garantire condizioni di uniformità a tutti e su tutto il territorio nazionale.

In quest'ottica ecco che la sanità finalmente si aprirà alla Digitalizzazione, Innovazione, Competitività, Cultura: attraverso la diffusione del Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE), con sviluppo di sistemi avanzati di telemedicina, asse portante del rafforzamento della sanità territoriale, per il miglioramento degli standard di cura di cittadini e residenti.

I vantaggi? Il miglioramento del percorso assistenziale del paziente che, sin dalla richiesta di aiuto, proprio grazie al facile accesso alla sua storia clinica, viene indirizzato a cure mirate, con maggiore possibilità di raggiungere l'obiettivo di cura e netto risparmio di tempo e di risorse.

"Ringrazio il dipartimento fare Latina Sanità per il prezioso contributo progettuale e programmatico che sta fornendo su un tema attuale e urgentissimo sul quale occorre intervenire celermente in maniera propositiva e fattiva, avendo a mente la possibilità di risorse fornite dal recovery plan di Draghi" ha detto Annalisa Muzio, portavoce di Fare Latina.

 

Redazione ParvapoliS


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