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8° "Sermonet'amo". studenti-poeti in dialetto sermonetano

Raggiunto il traguardo di 1000 poesie in 8 edizioni. Quest'anno 142 in gara. Venerdì si è tenuta la premiazione.

18/05/2019

In otto edizioni oltre mille poesie in dialetto sermonetano. Con questo importante traguardo si è tenuta venerdì scorso, presso il plesso scolastico di Doganella dell’Istituto omnicomprensivo “Donna Lelia Caetani” di Sermoneta, la cerimonia di consegna del concorso di poesie, riservato ai ragazzi del territorio di Sermoneta, denominato “Sermonet’amo”. 

L’idea nasce nel 2009 a Dante Ceccarini, poeta, scrittore e presidente dell’Archeoclub di Sermoneta dal 2004 al 2016, attualmente presidente onorario. L’intento è di recuperare, valorizzare e diffondere, soprattutto tra i più giovani, la lingua locale sermonetana e di farlo attraverso la poesia. 

Il progetto è stato fatto proprio dall’Archeoclub di Sermoneta e dall’attuale presidente, la storica dell’arte Sonia Testa, dall’Istituto scolastico “Donna Lelia Caetani” di Sermoneta (in particolare dalla vicepreside professoressa Anna Maria Fallongo), dal Comune e da altre realtà culturali in particolare l’Associazione Lepanto con Mimmo Battista ed Angelo Cassoni e l’associazione teatrale Dritto e Rovescio. 

Negli anni sono stati coinvolti nel progetto sempre più ragazzi e insegnanti. Quest’anno sono pervenute 142 poesie in dialetto sermonetano in rappresentanza di 17 classi.

I primi 5 classificati hanno ricevuto, oltre a libri in dialetto e libri di storia e storia dell’arte, buoni-acquisto libri e materiale scolastico (con un buono anche per le classi dei primi 2 classificati).

La Giuria, formata da Dante Ceccarini, da Sonia Testa, da Edwige Avvisati e da Anna Marchioni (del Direttivo dell’Archeoclub) ha così stilato la classifica finale:

Prima classificata Chiara Nacci (V centro storico) con la poesia “Ognùno de nùi è speciale pe’ chéllo che è”. Secondo classificato Angelo Di Lauro (2 C di Doganella) con la poesia “Tùtto jó mùnno è paése-Notre Dame”. Terzo classificato Alessandro Nardecchia (3 B Doganella) con la poesia “Divèrzo da chi?”.

Quarto classificato Gabriele Battisti (V Sermoneta scalo). Quinto classificato Nicolò Raponi (IV Sermoneta scalo). Menzioni speciali: Serena Prosseda, Sara D’Auria, Francesca Gaudino, Gabriele Vinciguerra, Francesco Vinciguerra, Giulia Maria Grassini, Ilaria Campagna, Michelle Pietrosanti, Ludovica Iacovacci, Andrea Coniglio, Chiara Sigismondi, Stella Davolio, Maia Davolio, Leonardo Nardecchia e Tommaso Iafrate, Alessandro Ciocca, Simone Pirani, Marina Bianconi, Chiara Testani, Simone Iacovacci, Francesco Maria Morbidelli, Ludovico Palombo, Marco Mosaico, Alessia Corbi, Anna Laura Bisiachi.

I temi trattati dai ragazzi variano dalle bellezze di Sermoneta (la sua storia, la bellezza artistica e naturalistica, la gastronomia, le feste) a temi universali (l’amore, l’amicizia, la famiglia, la scuola, ecc.), inoltre temi sociali e di attualità: il bullismo, l’emarginazione, l’inclusione, la diversità, il rispetto per l’altro (indipendentemente dal sesso, dall’età, dal colore della pelle, dalla fede religiosa, dalla condizione sociale così come recita l’articolo 3 della Costituzione italiana), la violenza sulle donne, l’incendio tragico della cattedrale di Notre Dame a Parigi.

“Se, come dice Andrea Camilleri, il dialetto è la lingua del cuore e come dice Papa Francesco, il dialetto è la lingua dell’amore – ha detto Dante Ceccarini – questa enorme quantità di poesie scritte dai bambini di Sermoneta sicuramente rappresenteranno, negli anni futuri, un formidabile strumento per capire e comprendere le emozioni e le sensazioni, la sensibilità poetica e l’espressività individuale dei nostri ragazzi nativi digitali, dei nostri “Millennial”, all’alba dell’era tecnologica, all’alba del XXI secolo”.

Mauro Nasi

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Cultura, Sermoneta

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