Eventi & Cultura

Diego Fusaro e la nuova filosofia prêt-à-porter

Dalle aule universitarie ai blog e la tv

10/09/2018

Il fenomeno Fusaro, classe 1983, è difficilmente inquadrabile se non come un qualcosa di molto legato ai nostri tempi, frutto di un nuovo modo di comunicare in stretta connessione con la generazione informatica.
Filosofo, docente di Filosofia, blogger, influencer è venuto alla ribalta nazionale grazie alla sue spietata analisi dei fenomeni economici e antropologici della società contemporanea.
Abbiamo avuto modo di incontrarlo in una giornata particolare patrocinata del Gran Capitolo dei LLMM dell'Arco Reale - Rito di York, in una location d'eccezione, il Lago di Paola. Mauro Cascio e Francesco Saverio d'Ottavi hanno ospitato, giovedì 6 settembre, nel loro 'battello filosofico' Diego Fusaro per parlare di 'precariato', in occasione della pubblicazione del suo ultimo libro, «Storia e coscienza del precariato», edito da Bompiani.
L'evento ha aperto una stagione di incontri organizzati da Francesco Saverio d'Ottavi, eclettico personaggio che ha fatto della valorizzazione del territorio pontino la sua ragione di vita e Mauro Cascio, saggista e filosofo.
"Storia e coscienza del precariato" è un saggio filosofico che va ad analizzare con grande criticità il fenomeno che attanaglia non solo le giovani generazioni italiane, ma che rende peculiari i flussi migratori che caratterizzano questo periodo storico così convulso.
Partendo da un'analisi meramente lessicale dei termini "emigrato", "immigrato" e "migrante" Fusaro ricostruisce in poche battute quello che sembra essere una delle questioni più urgenti della nostra società.
Mentre in passato le figure dell'"immigrato" e dell' "emigrato", participi passati, indicavano uno status fortemente cristallizzato e statico sul territorio, ora il termine "migrante", come participio presente, denota la fluidità e la precarietà della stessa figura.
Siamo tutti, secondo Fusaro, migranti: lo sono i nostri giovani, la generazione "millenials" come piace definirla ai notisti, che si trasferisce alla ricerca di migliori possibilità lavorative all'estero, come lo sono la massa di extracomunitari che affollano le nostre coste e che sono al centro dello scontro politico a cui assistiamo.
Il filosofo non fornisce ricette miracolose, ma si limita a gettare spunti di riflessione che si spera possano essere colti.
Cosa fa la Politica per rispondere alle esigenze e ai bisogni di questa massa di persone e a quelle dei cittadini italiani, sempre più oggetti e schiavi delle logiche del capitalismo?
La Cultura può essere una risposta.
"Con la cultura non si mangia", dice Fusaro.
Noi, da parte nostra, riteniamo che la Cultura, intesa come consapevolezza e autocoscienza di sé e delle proprie potenzialità, possa essere l'unico antidoto alla deriva materialistica e nichilista paventata dal giovane Fusaro.
Forse sarà una mera illusione, ma siamo ancora convinti che si possano trasformare criticità e problemi in un'opportunità di crescita individuale e collettiva.
Non ce ne vogliano le cassandre catastrofiste dei tempi moderni. Al cambiamento, noi ancora ci crediamo...

 

 

 

 

Marianna Parlapiano


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