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LSD Libere Storie d'Arte. Arte e cronaca, quale confine?

"La zattera della Medusa" di Théodore Géricault

29/11/2017

La zattera della medusa di Géricault

L'arte, tra le innumerevoli altre cose, ha la funzionalità di scandire il tempo. Nel senso della narrazione, della trascrizione, quasi documentaristica, degli eventi di un determinato tempo o luogo, convertiti in opere d'arte. Gli artisti sono sognatori, lo sappiamo, spesso attingono il materiale delle loro creazioni da un mondo parallelo e visionario, ma talvolta è la realtà a fornire loro l'idea che si tramuta in genio. E allora ecco ... un caso di cronaca diventa una splendida, cruda e suggestiva opera d'arte. Parliamo de "La zattera della Medusa" di Théodore Géricault. Nel luglio del 1816 una fregata francese, la Medusa, naufragò nell'Oceano Atlantico; le scialuppe a disposizione risultarono insufficienti per l'equipaggio composto da circa 400 persone, venne costruita una zattera di fortuna sulla quale si stiparono 149 naufraghi. Il cavo che legava la zattera alle scialuppe si ruppe e la zattera rimase in balia dell'oceano per 12 giorni. Le conseguenze furono terribili, i moribondi vennero buttati in mare, la debolezza portò all'impazzimento, la fame e la sete diedero vita ad episodi di cannibalismo. Tornarono a casa soltanto 15 naufraghi. Géricault scelse di narrare questa terribile sciagura per destare stupore, per coinvolgere ed arrivare ad un pubblico più vasto possibile e naturalmente per glorificare la sua carriera di pittore. La creazione dell'opera venne condotta in maniera scrupolosa, l'artista intervistò due dei sopravvissuti, ricostruì un modellino della zattera, studiò il deteriorarsi del corpo umano esposto al freddo e senza nutrimento alcuno e si vocifera, inoltre, che il suo studio fosse pieno di arti amputati. Il quadro venne esposto per la prima volta al Salon di Parigi nel 1819 e successivamente in varie manifestazioni europee, in particolare in Inghilterra rappresentò lo spunto per due intrattenimenti teatrali, nel 1824 venne acquistata dal Louvre e se ne realizzarono due copie identiche da "prestare" ad altri Musei in caso di richiesta. La didascalia sulla cornice recita " L'unico eroe in questa toccante storia è l'umanità", frase sicuramente discutibile, ma aldilà di questo, a Théodore Géricault va riconosciuto un grande merito ... se, a distanza di due secoli, ancora se ne parla è solo grazie a lui.

 

Francesca Piovan


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