Eventi & Cultura

"Il bacio feroce", Saviano alla Feltrinelli di Latina

Bagno di lettori per Roberto Saviano, tantissimi i giovani pronti a incontrarlo

22/10/2017

Una coda interminabile mi separa dall'incontro con Roberto Saviano, approdato alla Libreria Feltrinelli di Latina per presentare la sua ultima fatica letteraria, "Il bacio feroce".
Mi guardo intorno e cerco di stemperare la noia dell'attesa ascoltando i discorsi delle persone che stanno accanto a me.
Molti passanti, attratti da quell'anomala folla in pieno centro, curiosi ci chiedono quale evento si stia tenendo.
Io e qualche ragazzo accanto a me spieghiamo le ragioni di quella fila e della presenza discreta degli uomini delle Forze dell'Ordine.
Superati i controlli di rito con metal detector, mi dirigo all'incontro con Saviano.
Lo guardo sorridere cordialmente davanti gli smartphone che gli si parano davanti, firmare copie e concedere qualche scambio veloce di battute, mentre attendo pazientemente il mio turno. So che non potrò, da protocollo, fare nessuna domanda all'autore, eppure tante mi affollano nella mente.
"Il bacio feroce", seguito naturale della "Paranza dei bambini", è un libro spietato, duro, che parla di ragazzi che giocano tutti i giorni con la morte, che la morte la procurano e la vivono come una costante presenza, quasi geneticamente prevista nelle loro esistenze.
Mi guardo intorno e vedo tanti adolescenti coi loro amici e genitori con un libro in mano, pronti a conoscere un uomo che, piaccia o meno, ha compiuto una scelta di vita così particolare: "...ragazzi dei nostri giorni feroci, nati in una terra di assassini e assassinati, disillusi dalle promesse di un mondo che non concede niente, tantomeno a loro. Forti di fame. Forti di rabbia. Pronti a dare e ricevere baci che lasciano un sapore di sangue".
Vorrei chiedergli cosa lo spinge ancora a fare quello che fa, cosa rimpiange della sua vita di prima, cosa lo porta a incontrare gli studenti di tutta Italia diffondendo l'amore per la cultura come unico e possibile antidoto alla violenza, ma sicuramente non è questa l'occasione giusta per farlo.
Osservo però le conseguenze indirette di quella scelta: adolescenti che, in un tiepido pomeriggio d'autunno, si mettono in fila per acquistare un libro che racconta di loro coetanei che uccidono, geograficamente non poi così distanti, a cui la vita ha fornito ben altre prove da superare e ben altre situazioni da vivere.
Mi piace pensare che, magari, in quei libri ci sia la risposta e proprio in quelli risieda la speranza per un futuro diverso.

Foto gentilmente concessa da Massimo Bortoletto, direttore della Feltrinelli di Latina


Marianna Parlapiano


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