Eventi & Cultura

Il piccolo chimico dell'esopianeta

23/02/2017

Attenzione! Segue articolo blasfemo e impopolare!

Un po' di tempo per riflettere quando escono notizie del genere, mi perdonerete, è necessario.

Non per leggere quello che scrivono gli altri prima di esprimere il tuo parere (non l'ho fatto per non contaminare il mio parere e poi, in realtà, ho appreso la notizia dal sito ufficiale della NASA di cui sono "follower") ma per trovare il modo giusto per sottoporre delle considerazioni che stavolta, vi avverto, potrebbero destabilizzare qualcuno.

Nuovi pianeti, forse abitabili, in un'altra galassia. Un po' distanti ma, con le attuali teconologie, raggiungibili con un viaggetto di una quarantina d'anni. Con un altro "Sole", rocce, acque e forse microrganismi: insomma vita. Sta a vedere che non siamo soli!

Non credo in Dio; lo anticipo ma comunque lo avreste capito a breve.

Credo nella "natura" e in quello che è in grado di generare.

Non riesco (e giuro che c'ho provato tantissime volte) a giustificare le storture del mondo ritenendo che esiste un Dio che vuole mettermi alla prova e che pretende una manifestazione di fede prima di regalarmi il paradiso. Anche se si tratta della malattia di un bambino, anche se si tratta della guerra e delle catastrofi come i terremoti.

Quanti anni hai? Se ti parlo de "L'allegro chirurgo" sai a cosa mi riferisco? Il "Monopoli"?

Allora conosci pure "Il piccolo chimico". Si dai. Quel "gioco" da tavolo tanto stimolante che di solito si regala a bimbi che manifestano uno spiccato interessamento verso la scienza.

È quel gioco in cui si fanno degli esperimenti e nella scatola c'è tutto o quasi per realizzarli.

Polverine, ampolle, pinzette, lenti di ingrandimento, in alcuni casi sementi e terriccio.

Poi ci sono quelli che gli esperimenti li fanno per lavoro. Gli scienziati, i ricercatori che talvolta sconfinano in risultati "raccapriccianti" soprattutto se si occupano di bio-genetica.

Chissà cosa penseranno le loro "coltivazioni" di microrganismi: "ma dove siamo capitati" diranno alcuni.

Nella scatola giocattolo di un moccioso, in un'ampolla, in un laboratorio... senza nemmeno immaginare che, nell'incubatrice, di ampolle, ce ne sono tante. Senza nemmeno immaginare che a poca distanza da quel laboratorio ce ne sta un altro e poi un altro ancora.

Credo tu intuisca dove voglio arrivare.

Che dici mi scomunicheranno? Tra poco.

"10 ore di intervento a cuore aperto e - grazie a Dio - si è salvato!". Fossi un cardiochirurgo mi arrabbierei (con 2 zeta!).

Un'altra cosa sulla quale riflettere è la concezione dello spazio e del tempo.

Se 40 anni luce, per alcuni fossero percorribili come noi ci spostiamo da una stanza all'altra (o forse sarebbe meglio dire "da un laboratorio all'altro")? E se per alcuni passare dall'era glaciale ai giorni nostri sia facile come per noi lo è mandare avanti velocemente un filmato su YouTube?

Qui i casi sono due: o mi segnalate al primo esorcista oppure, talvolta, anche voi siete pervasi dalla mia stessa sensazione.

Pervasi dalla sensazione di "risiedere" nel piccolo chimico di qualche moccioso alieno. E secondo me siamo in tanti a pensarlo: "non credo in Dio ma comunque un'entità deve pur esserci!". Quante volte si sente questa frase? Quante volte si prova a dargli un seguito nella parte più recondita del proprio io?!

Vi lascio alle vostre riflessioni.

A proposito, se non avrete più notizie di me sarò da quell'esorcista oppure rapito in un'altra galassia!

 

Pasquale Valiante


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