Politica

Emergenza freddo

La nota della responsabile scuola PD, Cinzia Romano

12/01/2017

Riceviamo e pubblichiamo

Esiste un'emergenza che si chiama "freddo" . Un'ondata di gelo eccezionale che ha messo KO le nostre scuole e che ha costretto il nostro sindaco Coletta ad emettere un'ordinanza di chiusura per una settimana, prorogabile se necessario. Certamente, e lo dico da docente, è improponibile che si tengano lezioni con temperature pari a 7 gradi, durante le quali non si può certo zompettare nel tentativo di riscaldarsi. È dunque scontato che i genitori protestino per l'assenza di un ambiente climaticamente adeguato ad un servizio scolastico che dovrebbe trovare un luogo accogliente e sicuro. Eppure in quelle proteste non si legge soltanto il reclamo del momento ma anche la disapprovazione verso un sistema di impianti che avrebbero probabilmente bisogno di una corretta manutenzione e di essere sostituiti se vecchi, inefficienti e insufficienti per garantire quello che è uno dei servizi che, come la salute, deve essere tutelato con eccellenza. E si legge anche la delusione di impegni dichiarati e disattesi. Che fine hanno fatto i programmi del mese di luglio che proponevano un monitoraggio delle strutture scolastiche per garantirne un funzionamento sicuro ad inizio anno ? È avvenuto il monitoraggio? Sono state quantificare le risorse economiche necessarie? Sono a disposizione queste risorse? Da quanto avvenuto sembrerebbe si sia rimasti allo stato delle buone intenzioni. È bastata un'ondata di freddo gelido per mettere in ginocchio le scuole di Latina. Nei paesi come la Finlandia, la Scozia, la Norvegia, etc, le temperature sono abitualmente sotto lo zero, eppure gli impianti funzionano perfettamente. Allora c'è da chiedersi: è colpa dell'ondata di freddo o è colpa degli impianti malfunzionanti? E ancora: i bambini restano a casa una settimana o forse più, perdendo preziose ore di lezione, a causa del gelo o c'è un evidente responsabilità di un'amministrazione che dovrebbe fare in modo di garantire che tutto funzioni adeguatamente anche nell'eventualità di trovarsi di fronte ad emergenze mai affrontate? Le scuole di Latina già da molti anni lamentano vari disagi legati alla precarietà degli edifici, alla loro sicurezza, alla inadeguatezza degli impianti, frutto delle inefficienze del malgoverno di amministrazioni passate. Ma sulla base di questa consapevolezza la nuova amministrazione avrebbe dovuto predisporre un piano di interventi rapidi e adeguati. Tra la consapevolezza e l'inerzia, alunni, docenti e famiglie scontano oggi una mancanza di azioni necessarie, mirate e strategiche. Le scuole restano dunque chiuse. Speriamo almeno che da questa vicenda ne esca una conoscenza dello stato reale delle strutture scolastiche di Latina e che si mettano a disposizione risorse economiche per un completo risanamento. Interventi palliativi o tampone potrebbero rappresentare al massimo una risposta per l'immediato ma non una soluzione definitiva utile ad evitare si riproponga la stessa criticità alla prossima occasione. Chiudere una scuola significa privare i cittadini di uno dei loro diritti fondamentali "l'istruzione", diritto sancito dalla nostra carta costituzionale.


Cinzia Romano
Responsabile Scuola PD provinciale

 

Redazione ParvapoliS


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