Economia

Latina. Negozi aperti di domenica. Claudio Moscardelli (Margherita): «Il rispetto della dignità della persona prima di ogni liberismo selvaggio»

19/10/2001

«L'azione dei lavoratori del settore del commercio, segnatamente le commesse, in ordine
alla apertura domenicale degli esercizi commerciali ha posto all'attenzione della comunità
alcuni problemi che impongono risposte, senza atteggiamenti semplicisticamente a favore o
contro, o peggio dividendo le proposte tra chi è per la liberalizzazione e lo sviluppo e tra
chi è contro il progresso in nome del rispetto della dignità della persona, dell'esigenza
di potersi dedicare la domenica alla propria fede, alla famiglia, agli amici, ai propri
interessi personali, allo svago».
Sono parole di Claudio Moscardelli (Democrazia e Libertà - La Margherita.
«Le differenti esigenze esigono risposte articolate da
parte della politica e di chi amministra. L'apertura anche la domenica degli esercizi
commerciali del centro storico non ha comportato un significativo aumento dei consumi
per diverse ragioni, essenzialmente riconducibile a due elementi. La sperimentazione
della apertura domenicale nel periodo estivo è stata sufficientemente impostata,
poiché d'estate è più utile il differimento, anche notevole, dell'orario di apertura
dei negozi per essere aperti anche fino a tarda ora, legando questo provvedimento
alle iniziative che le associazioni dei commercianti e l'Amministrazione Comunale
possono e debbono attivare nel periodo estivo. L'attuale condizione del centro storico
è tale che la semplice apertura anche la domenica degli esercizi commerciali ha ricadute
modeste e crea notevoli problemi ai lavoratori, in particolare alle donne e alle loro
famiglie. Occorre una politica articolata di interventi per il rilancio del centro storico
incrementandone la varietà di funzioni - istituzionale, culturale, commerciale e residenziale -
e rendendolo maggiormente fruibile attraverso opere pubbliche (Biblioteca Stirling e Università),
arredo urbano, incremento degli immobili disponibili per nuova residenzialità, un nuovo piano
di mobilità urbana in cui si favorisca l'accesso al centro storico, il potenziamento dei servizi,
nonché la realizzazione di interventi di qualificazione come quello per l'area delle ex autolinee, per cui
era stato previsto il "foro portoghesi". Siamo perciò contrari alla trasformazione del centro di fondazione
in città universitaria: l'Amministrazione ha legato l'università alla ripresa del centro storico
commettendo l'errore di impostare in modo monotematico il centro, snaturandone il ruolo che non
può che essere polifunzionale. In questo contesto di avvio delle condizioni di un rilancio vero, è giusto
pensare a tutte le forme di flessibilità di orari che possano favorire i commercianti nell'intercettare
flussi di persone e risorse interessati al centro storico per motivi più forti, come quelli indicati
e non solo perché sono aperti i negozi in centro. Comunque, riteniamo, che anche in presenza delle suddette
condizioni le esigenze della persona, della famiglia, dello spazio da assicurare allo svago, agli affetti,
ai figli e, per chi è cattolico, a Dio, rimangano irrinunciabili e non possano essere compresse oltre
certi limiti, pena lo scadimento della qualità della vita e la marginalizzazione di valori profondamente
legati alla persona, alla comunità familiare e cittadinia. Sarà, perciò, necessario raggiungere intese
ed attivare strumenti utili per contemperare le diverse esigenze dell'impresa e dei lavoratori, affinché
la flessibilità degli orari, la rotazione del personale impegnato, la maggiore compensazione di ore
libere possano concorrere a soluzioni condivise e corrispondenti alle diverse necessità».

Mauro Cascio

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