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La trasparenza 'opaca' del Garage Ruspi

Giorgio De Marchis: «Dubbi sulla concessione gratuita all'associazione Solidarte. Tra l'altro il Comune si è dotato di un Regolamento per la concessione temporanea di strutture pubbliche. E il garage non c'è»

13/10/2016

«La Trasparenza dovrebbe valere sempre, non solo quando la si pretende dagli altri. L'analisi approfondita della Determinazione dirigenziale n. 1475, con la quale il Comune di Latina ha concesso gratuitamente all'associazione "Solidarte" il Garage Ruspi fa emergere diversi profili di illegittimità, oltre che di inesistente o nulla trasparenza».

Spiega Giorgio De Marchis: «La normativa sulla concessione di beni pubblici e la prassi ci dicono che quando la PA concede ad un soggetto privato beni appartenenti al proprio patrimonio, deve essere indetto un procedimento di evidenza pubblica, per affidare i beni in concessione al migliore offerente, sia perchè la PA ricava un'entrata, sia perchè la concessione del bene costituisce un'occasione di guadagno per il privato. Tali concetti sono disciplinati dall'art. 3, comma 1 R.D n. 2240/1923 oltre figurare tra iprincipi di trasparenza, eguaglianza e non discriminazione che dovrebbero guidare l'azione della PA.

L‘Amministrazione comunale di Latina, nel rispetto dei principi generali contenuti nelle leggi statali ed in attuazione dello Statuto comunale si è dotata nel 2014 di un regolamento per la gestione e l'alienazione del patrimonio comunale. Ai sensi dell'art. 10 del Regolamento comunale, annualmente, il Consiglio Comunale adotta il Piano di ricognizione e programmazione dei beni comunali demaniali indisponibili suscettibili di concessione a favore di terzi.

Pertanto, i beni di proprietà da affidare in concessione a terzi, dovrebbero essere individuati dal Consiglio Comunale secondo le modalità previste dall'art. 37 del regolamento comunale. La trattativa privata, com'è avvenuto nella concessione del Garage Ruspi, è prevista nel caso fosse andata deserta l'evidenza pubblica, se non vi siano state offerte appropriate, oppure se il soggetto interessato sia unico in ragione della tipologia dell'immobile. Nessuna di queste condizioni ricorre nel caso dell'affidamento del Garage Ruspi.

Un altro elemento di illegittimità è riscontrabile nella natura dell'atto. La procedura prevista dal regolamento comunale prevede che sia il Consiglio Comunale ad individuare il bene da concedere e solo dopo interviene il dirigente per la procedura attutiva. Nel caso del garage Ruspi, si è proceduto all'affidamento con una determinazione dirigenziale, senza l'atto di indirizzo del Consiglio.

Inoltre, nel 2016 l'amministrazione comunale, durante la gestione commissariale, si è dotata di un Regolamento per la concessione in uso temporaneo delle strutture pubbliche. Con detto Regolamento, vigente e pubblicato sul sito internet del Comune, sono state individuate le strutture comunali da mettere a disposizione di associazioni, organizzazioni, enti pubblici o privati, partiti, cittadini, allo scopo di tenere attività di carattere temporaneo di pubblico interesse e sono state individuate le modalità di concessione temporanea dei beni individuati.

Nell'elenco previsto nel Regolamento non è presente il garage Ruspi.

Pertanto la determinazione dirigenziale 1475 è illegittima sotto diversi profili e si pone in contrasto con gli atti regolamentari del Comune e con le disposizioni legislative vigenti.

In assenza di un atto programmatico del Consiglio Comunale e di un atto che individui il "Garage Ruspi" tra i beni disponili per la concessione temporanea a privati, è da ritenersi priva di valore la determinazione dirigenziale.

Al fine di ristabilire le regole della buona amministrazione, dell'imparzialità e della trasparenza, verrà chiesto all'amministrazione comunale di annullare in autotutela l'atto di concessione del Garage Ruspi a privati, nel caso l'amministrazione comunale non adempisse si procederà con la presentazione di un esposto all'Anac per violazione della normativa sulla trasparenza e sull'evidenza pubblica, oltreché per denunciare la violazione della normativa sull'affidamento di lavori pubblici».

 

Rita Bittarelli

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