Politica

«Questa Riforma legittima una visione totalitaria»

Giuseppe Simeone (Forza Italia): «Ecco quali sono le ragioni del No per le quali tutti dobbiamo mobilitarci»

13/09/2016

Giuseppe Simeone

«Riforma costituzionale, votare "NO" con fermezza e convinzione è l'unica strada per tutelare la democrazia e la sovranità popolare dai deliri onnipotenti di Renzi. Oggi quella che abbiamo di fronte è una riforma senza anima, di cui non si comprendono le finalità né i vantaggi per i cittadini. La nostra Costituzione, quella scritta tra gli altri da Calamandrei, Togliatti, Einaudi, La Pira, non è un elastico che si può tirare per affermare il potere, o meglio la visione totalitaria, di un leader come Renzi non legittimato dal popolo. Cambiare la Costituzione italiana, mutare radicalmente lo scheletro del sistema politico istituzionale del nostro Paese e l'insieme delle regole imprescindibili del nostro vivere civile, non può essere un gioco. Si deve partire da idee chiare ed avere obiettivi precisi da raggiungere. Vogliamo cambiare la Costituzione perché poco rispondente alle effettive esigenze dei cittadini o perché obsoleta? Si può fare. Ma non a casaccio o con interventi spot. Le riforme, e nel particolare quella che i cittadini saranno chiamati a votare con il referendum entro dicembre, devono essere chiare e dare risposte eliminando gli sprechi, velocizzando l'approvazione delle leggi assicurando la vicinanza dello Stato alle nostre comunità. Una riforma degna di essere chiamata tale se decide che il Senato non serve più deve avere il coraggio di abolirlo in toto. Con Renzi, invece, il Senato resta tal quale con la sola differenza che i cittadini non sceglieranno più i suoi componenti. Il che tradotto in soldoni significa che il risparmio sbandierato non c'è. Basti pensare che la spesa complessiva del Senato oggi è di circa 500 milioni di euro e il risparmio stimato si aggira intorno ai 40 milioni di euro. La stessa cosa doveva essere fatta con le Province. Non servono? Eliminiamole. Non teniamo in piedi quelli che sono diventati i fantasmi di se stessi con l'unico risultato concreto di aver tolto la sovranità ai cittadini. Oggi, nel mutato quadro nazionale ed internazionale, sarebbe utile, ad esempio, che il Presidente della Repubblica venisse, come accade in altri Paesi occidentali, eletto dal popolo e non scelto nelle segreterie dei partiti. Vogliamo "riformare" l'Italia? Snelliamo le procedere e garantiamo che le leggi siano approvate in tempi rapidi per dare ai cittadini e alle imprese strumenti immediati con cui operare. Questo dovrebbe fare una riforma sensata. Questo non fa la riforma Renzi - Boschi inaccettabile anche perchè approvata da un Parlamento parzialmente illegittimo così come dichiarato dalla Corte Costituzionale che ha bocciato il porcellum. Incomprensibile perché, come hanno ben sottolineato il presidente emerito della Corte Costituzionale De Siervo, e con lui altri costituzionalisti come Zagerbelsky, Flick, e ancora il presidente emerito della Corte Costituzionale, Annibale Marini, si riduce ad un insieme di caotiche previsioni tra l'altro di difficile attuazione. Non è data nella storia delle Costituzioni contemporanee una carta scritta dal Governo che, oltre a proporre la riforma, ha anche ucciso il dibattito parlamentare a colpi di fiducia. Non è un aspetto marginale perché per noi liberali la forma sottende la sostanza. E la sostanza di questa forma è una Costituzione schiacciata sulla preminenza dell'esecutivo rispetto alla rappresentanza. Oggi le società occidentali si trovano a confrontarsi non con carenze di decisioni ma con difficoltà di partecipazione dei cittadini. Fenomeno che ha prodotto assenteismo e orientamenti elettorali verso estremismi pericolosi. Se a questo si somma il combinato disposto della legge elettorale approvata che prevede la possibilità che la piccola minoranza di un solo partito con una manciata di voti possa avere la stragrande maggioranza della rappresentanza diventa chiaro il timore di deriva autoritaria. Forti di questa consapevolezza, stiamo lavorando come Forza Italia, tramite l'organizzazione dei Comitati per il "No" alla riforma costituzionale su tutti i territori per spiegare ai cittadini i contenuti della riforma della nostra Costituzione nata solo per legittimare politicamente chi come Renzi non si può che definire un "abusivo" al governo. Il nostro compito non è solo la mobilitazione ma spiegare ai cittadini cosa accadrà votando favorevolmente la riforma. Le Costituzioni non si fanno per incensare Cesare ma per evitare il cesarismo. Renzi ha messo in  campo un sistema fatto a suo uso e consumo e non per il Paese. La foto che ritrae la firma della Costituzione della Repubblica italiana vede insieme i rappresentanti delle grandi famiglie politiche allora esistenti, cattolici, liberali, socialisti, comunisti. La foto della Costituzione di Renzi vede solo lui».Lo dichiara in una nota il consigliere regionale di Forza Italia, Giuseppe Simeone

 

 

Rita Bittarelli

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