Politica

Grillini a loro insaputa!

Riprendiamo e pubblichiamo un pensiero dell'attivista M5S Gianluca Bono

13/06/2016

Come sostenuto in un articolo pubblicato qualche mese fa da Latina Oggi, il Dr. Damiano Coletta, candidato sindaco per Latina Bene Comune (LBC), non solo ha "strizzato l'occhio" agli "orfani" del M5S riuscendo ad ottenere il loro palese appoggio ma, contro ogni rosea previsione, ha rispedito il PD pontino, spacciatosi già per vincente, più frammentato e debole che mai tra i banchi dell'opposizione.
Il "modus operandi" elettorale di LBC, dunque, continua astutamente a ricalcare il copione pentastellato e tra le varie affinità quella più "grillina" è la firma del "patto d'onore" che richiama, palesemente, uno dei requisiti principali per potersi candidare in una lista M5S.
Ma l'aver puntato su questa similitudine, gradita all'elettorato a 5 stelle, aiuterà LBC ad evitare la "santa alleanza" di centro destra in difesa del "sistema" partitocratico tradizionale e, nello specifico, di quello pontino?
Al ballottaggio la spinta del voto trasversale continuerà a sostenere, in particolare nei borghi, il surrogato di un Movimento che, tuttavia, non potrà contare sull'appoggio mediatico e politico riservato solitamente ai partiti/movimenti di caratura nazionale?
I cittadini che non si sentono rappresentati dalle due "formazioni" contendenti si recheranno comunque al seggio al fine di ridurre il fenomeno del voto di scambio che nell'astensionismo trova il suo maggiore alleato?
Un alleato che, paradossalmente, a Latina favorirebbe nuovamente quell'armata Brancaleone di centro-destra che, dopo la mala gestione politico amministrativa di quest'ultimo decennio, si è riproposta agli elettori ottenendo, al primo turno, i consensi di quella parte di elettorato che, evidentemente, in un anno di commissariamento (il secondo consecutivo in 8 anni di amministrazione di centro destra) ha dimenticato le profonde ferite inferte ad un territorio che, ancora oggi, appare come un campo di grano razziato da uno sciame di locuste.
Ai cittadini di Latina, intanto, non resta che continuare a pagare i relativi danni economici tramite imposte locali con aliquote al massimo consentito e, purtroppo, continueranno a pagarli anche con un'amministrazione politica differente poiché essa, se realmente intenzionata a risollevare la città, non si potrà esimere dal saldare quei conti e quelle questioni da tempo insolute che pesano come macigni sull'assetto amministrativo del comune (solo il contenzioso per la Metropolitana leggera potrebbe essere fatale, per non parlare poi del fallimento di Latina Ambiente, la liquidazione della società Terme di Fogliano ecc.). 
Questo scenario, già poco rassicurante, è stato gravato dai "benefit" urbanistici concessi in questi anni ad alcuni noti costruttori, appoggiati e protetti da una certa politica compiacente e clientelare, e da una evasione dei tributi locali favorita da una crisi economica che, da tempo, sta strozzando famiglie e imprese.
In questo degradato contesto un elettore "orfano" del M5S può esimersi da un voto tanto consapevole quanto pragmatico?
Perciò poco importa rammentare come il Dr. Coletta (candidato sindaco di LBC), nei mesi scorsi, sia stato capace di banalizzare l'azione politica del M5S definendola, in maniera stereotipata, "anti-politica" e "protesta priva di proposta". Definizioni scollate da una realtà caratterizzata da anni di documentato impegno civico sul e per il territorio, ne più ne meno di quanto fatto da quella associazione culturale, Rinascita Civile, di cui LBC ora è il "braccio politico".
Poco importa se certa stampa sia stata in grado di fare la legittima "TAC" politica all'imprenditore Galante (con visure camerali e verifiche tributarie) e, invece, si sia fermata ad una semplice anamnesi del Dr. Coletta (il suo stile di vita è congruente con il suo reddito? ha mai fatto una visita medica in nero? ha mai favorito, in qualche lista d'attesa, qualche paziente a scapito di altri? Domande legittime o inappropriate da farsi ad un candidato sindaco?).
Poco importa capire come il nipote di un senatore PD, neofita di LBC Giovani (Francesco Giri), sia riuscito ad ottenere 472 voti, risultando il 28° candidato di Latina più votato, bruciando "professionisti" della politica o personaggi pontini noti come Adinolfi (NcS), Sarubbo (PD), Visari (PD), Malinconico (Lista Forte) ecc.
Poco importa se la mancata certificazione di una lista M5S a Latina sia stata una "manna" elettorale per l'exploit di Latina Bene Comune favorita, tra le altre cose, anche dalle autolesionistiche dimissioni dei tre ex "portavoce" nazionali pontini (dicembre 2014), ancora oggi "trattenuti" in parlamento contro la loro volontà (sembra che qualcuno dei tre abbia addirittura minacciato lo sciopero della fame per farsi accettare le dimissioni dal Parlamento. Ma le rispettive bilance, intervistate da un cronista d'assalto, smentiscono!)
L'unica cosa che dovrebbe importare ad un cittadino di Latina ancorché "orfano" del M5S è che la sua città (borghi compresi), il prossimo 20 giugno, rischia di tornare nelle mani di un "sistema" politico arrogante ed autoreferenziale che, terrorizzato da una sua potenziale debacle elettorale, non esita a condurre una grottesca campagna comunicativa denigratoria ed abusiva che lede la dignità, il decoro e l'intelligenza di tutti quei cittadini che ritengono la politica ancora una "funzione pubblica" e non una "prerogativa privata". 

Gianluca Bono


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