Politica

Calvi: i Ppe sono legittimi

Il candidato sindaco forzista difende l'operato della Giunta Di Giorgi

26/05/2016

Dopo che il Commissario Prefettizio ha annullato, dopo averli sospesi, ben sei piani particolareggiati approvati dalla Giunta Di Giorgi, Alessandro Calvi candidato sindaco di Latina di Forza Italia ne prende la difesa: "Piani particolareggiati, credo sia arrivato il momento di porre fine ad una mattanza, tra l'altro di cattivo gusto elettorale, che vuole in modo strumentale far passare scelte amministrative, eseguite nella massima trasparenza e nell'esclusivo interesse della città e dei cittadini, come lo strumento per veicolare l'interesse di qualcuno. Non entriamo nel merito delle questioni tecniche e procedurali di carattere amministrativo, che vede diverse interpretazioni dei tecnici che hanno redatto i piani e dei dirigenti precedenti rispetto agli attuali, che sarà il Tar a chiarire, essendo pendenti decine di ricorsi. Tutta Forza Italia, nessuno escluso, è certo che le scelte sono state effettuate nella massima trasparenza. I piani, infatti, sono stati redatti con la partecipazione dei cittadini e pubblicati sul sistema informatico del Comune di Latina che Forza Italia ha fortemente voluto. E lo ribadiamo senza tentennamenti. I piani particolareggiati non sono stati partoriti da Forza Italia ma da tutta la maggioranza. Sono uno strumento che nasce, in ottemperanza ad un indirizzo del consiglio comunale risalente al '94, a cui sono seguiti gli incarichi conferiti dalle precedenti amministrazioni. I piani introducendo il criterio della perequazione e dell'equità consentono di dare eguali possibilità a tutti i cittadini, di realizzare opere pubbliche indispensabili per Latina e per ricucirne il tessuto urbanistico. Il tutto evitando di pagare decine di milioni di euro per gli espropri, come avvenuto in passato, che saranno evitati oggi e per il futuro grazie al criterio della compensazione delle volumetrie. Ricordiamo che da una richiesta specifica sono in corso circa 30 milioni di espropri che arriveranno nei prossimi anni. I piani annullati poi sono stati costruiti utilizzando le stesse procedure e i medesimi calcoli delle volumetrie di quei piani che sono stati inviati ed approvati dalla Regione Lazio. In questo contesto diventa sempre più incomprensibile e penalizzante la decisione assunta dal commissario Barbato di annullare i sei piani particolareggiati (e non tutti e 8 i piani particolareggiati redatti). Una decisione che risulta essere ambigua per una serie di motivi che crediamo essere sostanziali. Il commissario Barbato ha annullato i piani alla vigilia delle elezioni che decideranno il futuro sindaco e la maggioranza che guiderà il Comune di Latina nei prossimi anni. Lo ha fatto in modo inopportuno senza attendere il pronunciamento del Tar sui numerosi contenziosi in corso che, stando ai primi pronunciamenti pervenuti, afferma il principio che i piani non possono essere annullati dopo 18 mesi dalla loro approvazione. Credo sia lecito il dubbio sulle tempistiche di Barbato che con questa decisione affrettata non si è preoccupato del futuro di Latina, sta creando disorientamento nei cittadini, costringerà il Comune a pagare nei prossimi anni decine di milioni di euro per gli espropri e, non potendo vendere le aree comunali con potenzialità edificatorie, peserà sul già esiguo bilancio dell'Ente. Le ricadute saranno devastanti. Per affossare il centrodestra si sta ipotecando il futuro della città, le speranze dei cittadini e il bilancio dell'Ente". 

Redazione ParvapoliS


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