Politica

Il Fronte Nazionale non ce l'ha fatta

Massimo Perrone: «Con noi ha perso l'unica proposta davvero alternativa al Potere»

06/05/2016

Massimo Perrone

«Non ce l'abbiamo fatta. Non siamo riusciti a raccogliere le firme e il Fronte Nazionale non ci sarà. Ed è un peccato, perché questa resa è la resa di una collettività, non la nostra». Commenta Massimo Perrone: «Alle prossime elezioni non sarà presente nessuna forza realmente alternativa al sistema. Il pensiero unico e omologato vincerà indipendente dal centro di potere che sarà designato dagli elettori. Perché non c'è più una destra oggi, né una sinistra. Non c'è la voglia e il tempo di capire il proprio tempo in pensieri, come si diceva una volta, cioè di fare la politica, quella vera. Oggi c'è un solo interesse, quello del turboliberismo delle burocrazie europee che ci stanno rendendo schiavi. Quel Potere forte in Italia rappresentato da Monti, dalla Fornero, da Del Rio, cioè gli autori, con Napoletano, del golpe bianco che ha svenduto quote di sovranità all'Europa della Finanza».

«Nasceva oggi un signore che si chiamava Carlo Marx. Cosa direbbe oggi, se fosse vivo? Prenderebbe atto che è stato un grande profeta. Ha trionfato, e lui lo scriveva nel 1847, la "religione del libero mercato". Altro che libertà: oggi il sistema bancario porta via le case, oggi siamo tutti competitivi e in nome dell'efficienza non trova più spazio da nessuna parte l'idea di solidarietà sociale. Cosa direbbe Marx dell'utero in affitto? Direbbe: avevo ragione io, tutto è diventato merce. Tutto si compra, tutto si vende. Cosa direbbe dell'immigrazione, poveri cristi accolti da un peloso buonismo di facciata che, come al solito, nasconde grandi interessi e che fa di questi disperati dei nuovi schiavi».

«Marx aveva ragione. Alla fine a vincere non è stata la libertà, ma l'Aristocrazia finanziaria, la chiamava così. Quella che gode dei miserabili messi gli uni contro gli altri, i dominati, traditi dalle sinistre, che diventano sempre più poveri, emarginati, periferici».

«La nostra era una candidatura di testimonianza, giusto per porcele queste domande. Domande di sovranità, domande di dignità. Con questo profumo di "fine della storia" cosa sarà mai non esserci a Latina».

«Vi sembrerà strano che un uomo di destra, di un partito di destra citi Marx. Più opportuno citare Gentile, o tornare indietro a Hegel. Invece penso sia arrivato il momento di guardare negli occhi dritto in quelle esperienze che hanno combattuto questo turboliberismo che ci rende schiavi. Perché i Signori hanno lasciato che i servi si combattessero tra di loro, per continuare a fare i loro comodi. È questo che deve finire. Fascismo e comunismo sono categorie storiche passate, che appartengono al passato. Dobbiamo declinare valori nuovi, che possano aiutarci contro il pensiero dominante».

 

 

Rita Bittarelli

    Tag

    Latina

    Altre notizie di politica

    ELENCO NOTIZIE