Economia

Veolia non può scappare con la cassa

Tutti i dubbi sulla possibile vendita ad Acea con un programma di investimenti al palo

02/02/2016

Non sono mai mancati i dubbi sulla reale efficacia del lavoro di Acqualatina, la società mista che avrebbe dovuto finanziare una lunga serie di investimenti volti a migliorare la distribuzione dell'acqua e la depurazione. Si perché questi investimenti dovevano arrivare da Veolia, la multinazionale francese proprietaria del 49%, appunto la parte privata dell'azienda, che oggi ammette di voler disimpegnare a favore di Acea. E i dubbi aumentano. Come è possibile che una società che si trova in ritardo rispetto gli investimenti programmati ora possa pensare di lasciare? E' un po' come fuggire con la cassa, riempita con i soldi che gli utenti hanno versato pagando le bollette. Il socio privato di Acqualatina, che ha navigato nell'oro contando sulla colpevole accondiscendenza della politica, ora vorrebbe sparire vendendo ad Acea. La quale, ne siamo certi, avrebbe gioco facile nell'imputare ai predecessori le colpe dei mancati investimenti, proseguendo nell'operazione di svuotamento del portafogli dei cittadini prendendo altro tempo per gli investimenti. La Conferenza dei Sindaci, che ha potere di controllo, faccia finalmente un'operazione verità, sveli a tutti quanti impegni sono stati disattesi e costringa Veolia a fare tutti gli investimenti previsti prima di vendere ad altri le proprie quote. Sarebbe un pur tardivo sussulto di lealtà ed equità.  

 

 

Redazione ParvapoliS


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