Politica

No alla contraffazione

Proposta di legge per difendere il made in Italy firmata da Federico Fauttilli

29/01/2016

"La contraffazione danneggia l'innovazione, la ricerca, i mercati, le imprese e, non ultimi, i consumatori. Va da sé che le ricadute sul sistema del lavoro e sul gettito fiscale rappresentano una grave minaccia per un'economia come quella italiana che si trova ancora in una fase delicata e complessa. Anche per queste ragioni

 ho firmato la proposta di legge per contrastare più efficacemente la piaga delle contraffazioni". Lo rende noto il deputato pontino di Democrazia Solidale, Federico Fauttilli, che ha presentato assieme all'ex minsitro dell'Agricoltura, Mario Catania, primo firmatario del provvedimento, la proposta di legge "Modifiche al codice penale le altre disposizioni per il contrasto della contraffazione".
 "Il futuro dell'Italia - sottolinea Fauttilli - dipende anche dalla capacità di creare sviluppo, tutelando nella maniera più efficace la creatività e l'unicità dei nostri prodotti, fattori-chiave per il successo della competitività sui mercati interno ed estero. In quest'ottica il tema della lotta alla contraffazione assume particolare rilevanza e va affrontato in primo luogo cercando di risolvere ciò che non funziona nel nostro impianto normativo che, com'è noto, risale agli anni '30 del secolo scorso. Secondo l'Organizzazione mondiale del commercio, i beni contraffatti rappresenterebbero tra il 5 e il 7 per cento del commercio mondiale, ossia circa 600 miliardi di dollari all'anno, mentre secondo l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo (Ocse) ogni anno a scala globale si muoverebbero attraverso i confini statali merci contraffatte per un valore di oltre 250 miliardi di dollari e la stima esclude le merci prodotte e vendute all'interno dello stesso Paese, quelle acquistate tramite Internet e le attività economiche indirette. Aggiungendo questi ultimi fattori, la stima dell'impatto globale della contraffazione salirebbe a 1.700 miliardi di dollari annui. Ma, al di là dei numeri e delle stime, basta constatare ciò che avviene tutti i giorni sotto i nostri occhi".
"Da un lato intendiamo dunque coordinare le istituzioni in fase di contrasto e dall'altro - spiega Fauttilli - a semplificare il quadro normativo vigente, riducendo i casi previsti dal codice penale ed eliminando le duplicazioni, per evitare difficoltà quando si tratta di applicare e aggredire il fenomeno della contraffazione con maggiore incisività."

 

 

 

Redazione ParvapoliS


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