Economia

Aziende edili "furbette"

Chiedono ai dipendenti di aprire la partita Iva per non doverli assumere

26/10/2015

Non più dipendenti ma partite Iva che svolgono incarichi professionali. E' questa l'ultima trasformazione  del dipendente edile, voluta da molte aziende con l'obiettivo manifesto di evitare gli obblighi contrattuali e previdenziali. A farne le spese i lavoratori presi nella morsa di una feroce crisi del settore che ha decimato aziende e addetti. Il bilancio dell'edilizia nell'ultimo biennio è impressionante : persi 1.197 posti di lavoro , chiuse 178 imprese. Cinque anni fa gli addetti erano circa dodicimila, oggi sono 5.900.

"Vi sono solo timidi segnali di superamento della crisi. I lavoratori del comparto edilizio- dice il segretario generale della Filca Cisl Lazio sud, Francesco Rossi -  stanno pagando un prezzo alto. La disoccupazione colpisce le loro famiglie, in particolare quelle  dove entrava un unico stipendio. Si aggiunga che  si tratta, in maggioranza, di immigrati e che , pertanto, non possono contare sul sostegno delle reti familiari. "

I dati elaborati da Filca Cisl di Latina  hanno evidenziato che è in corso una  trasformazione delle realtà produttive, con un incremento delle piccole unità. La media di addetti per azienda  è scesa  a 2,3 dipendenti per impresa (denunciati presso la cassa edile della provincia di Latina). Questo induce a pensare che vi sia una crescita delle unità artigiane. Contemporaneamente aumentano le partite Iva. Diversi imprenditori - come  raccontano alla Filca Cisl numerosi lavoratori - inducono i propri dipendenti ad aprire la partita iva, per eludere i costi del lavoro subordinato ed  evadere le piu' elementari norme di sicurezza,contributi previdenziali e fisco.

 

 

Redazione ParvapoliS


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