Politica

Don't Touch, le impressioni di Coletta

"Dall’inchiesta emerge un quadro allarmante di prossimità tra la malavita locale e le istituzioni".

14/10/2015

Siamo cittadini di Latina e siamo solidali con tutti quelli che hanno subito negli anni le azioni del clan criminale sgominato nei giorni scorsi dalla Magistratura e dalle forze dell'ordine. La nostra vicinanza va anche a Vittorio Bongiorno, minacciato vilmente mentre stava con la sua famiglia dentro un luogo di culto.
"Volevamo scoprire l'acqua calda, qualcosa che bene o male si poteva intuire, ed invece abbiamo scoperto l'acqua bollente". Con questa efficace metafora il Questore di Latina Giuseppe De Matteis ha commentato l'esito dell'operazione "Don't Touch".
Dall'inchiesta emerge un quadro allarmante di prossimità tra la malavita locale e le istituzioni. Un quadro che non sorprende affatto, visto che da anni sono costretti ad osservarlo e subirlo impotenti tutti i cittadini di Latina. 
È un quadro che denota una situazione inaccettabile e che ha contribuito al degrado sociale, economico e morale nel quale questa città è stata fatta sprofondare. Questo disastro ha responsabilità politiche molto precise che i cittadini ora possono finalmente individuare.
La nostra classe politica ha favorito in maniera diretta (se oltre che politicamente anche penalmente lo stabilirà la Magistratura) la creazione di una "Terra di Mezzo". Un vero e proprio terreno fertile per lo sviluppo della pianta del malaffare che ha pesantemente condizionato anche lo sviluppo del nostro territorio, oltre alla Capitale. Tutto ciò mentre qualcuno, persino dentro il Parlamento, si affannava ostinatamente a ribadire che camorra e mafia erano inesistenti nella nostra Provincia.
Va dunque ripristinata la necessaria separazione - e in questo senso deve essere aumentato il controllo da parte dei cittadini - dei rapporti tra politica ed affari, visto che di questo sistema fanno parte anche i politici che utilizzano soldi pubblici per scopi elettorali e che utilizzano il voto di scambio per acquisire consensi.
I recenti fatti, che vedono intrecciate la cronaca e la politica, parlano chiaro: dalla "variante Malvaso" alle varie costruzioni abusive con i "locali tecnici", fino ai cambi di destinazione d'uso. Per non parlare della squallida e grottesca storia relativa al collaudo della tribuna ospiti dello stadio Francioni. Sono tutti esempi di macroscopica mediocrità e di voluta sciatteria che si traducono in una totale mancanza di rispetto per la città e i suoi cittadini.
Il nostro grazie va dunque alla Magistratura e alle forze dell'ordine che hanno fatto luce su una situazione ormai incancrenita di criminalità endogena, che tutti noi dobbiamo combattere ogni giorno con ogni mezzo.
Oggi la città di Latina ha l'ennesima occasione per essere una città "normale" dove, ad esempio, non si usano le sedi delle tifoserie per lo smercio e il consumo di droga. Latina ha la possibilità di scrivere la parola FINE all'azione di questa classe politica e al sistema che ha condizionato negativamente la crescita della nostra comunità attraverso l'omertà e la collusione. La Magistratura, le forze dell'ordine, gli organi d'informazione, stanno facendo la loro parte: ora tocca ai cittadini.
Crediamo che con una maggiore opera di trasparenza istituzionale, con una maggiore collaborazione dei cittadini alla cosa pubblica, con una diffusione della cultura della responsabilità, si possa dare un futuro a Latina. Una Latina accogliente e solidale, che antepone il bene della collettività all'interesse personale, spesso perseguito al di fuori della legge e anche con la violenza. Sta ora ai cittadini reagire: ribellandosi al voto di scambio, nell'essere più consapevoli e più informati nelle proprie scelte, cercando di farsi rappresentare, senza deleghe in bianco, da chi possa ridare credibilità alla politica attraverso un percorso di legalità, di trasparenza e di partecipazione. 

Redazione ParvapoliS


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