Economia

Tanti anziani e pochi servizi

La Cisl tuona: i Comuni vadano a prendere i soldi dagli evasori

22/09/2015

Diminuiscono i  servizi per la terza età mentre aumenta il numero degli anziani. La Cisl esprime preoccupazione. "Questo stato di cose non è più sostenibile - afferma  Tommaso Ausili Reggente della CISL di Latina - i  Comuni non possono solo lamentarsi perché c'è una riduzione delle risorse finanziarie.  E' venuto  il tempo delle decisioni e delle responsabilità. I Comuni devono avere il coraggio di sottoscrivere  convenzioni con l'Agenzia delle Entrate per  scovare chi non paga le tasse. E' l'unico  modo per fare entrare le risorse  e assicurare i livelli minimi di welfare. In alternativa la  riduzione del welfare finisce per alimentare la rabbia delle persone in maggiori difficoltà. "

I dati più recenti confermano il trend degli ultimi anni :  aumentano gli anziani in provincia di Latina, mentre  diminuisce il livello dei servizi. Tra il 2008 e il 2014 il numero degli ultrasessantacinquenni è cresciuto  di 20 mila unità e la percentuale è passata dal 17,3 % al 19,7%. Nello stesso periodo il numero dei giovani tra  i 25 e i 34 anni è diminuito di 9 mila unità, nonostante la popolazione complessiva sia aumentata di 35 mila unità. Per ogni 100 giovani in età da 0 a 15 anni vi sono 151 anziani con oltre 65 anni.

Per Lino De Luca, Segretario della Federazione dei Pensionati di Latina, quest'ultima  misura rappresenta il "debito demografico" per le  generazioni future. "Un debito che rischia di avere conseguenze nefaste sulla previdenza, la spesa sanitaria e l' assistenza. Aspetto che dovrebbe convincere tutti a rivedere certi  stereotipi riguardo l'immigrazione. La verità è che abbiamo un disperato bisogno di forze giovani per garantire la continuità del sistema produttivo e previdenziale. Con tassi di natalità così bassi solo l'immigrazione può salvarci dal crack previdenziale. D'altro canto il welfare italiano è noto per essere tra i meno efficaci, a livello europeo, per il contrasto alle disuguaglianze. Negli ultimi anni sono state destinate quote residuali di spesa alle funzioni dedicate al sostegno delle famiglie, alla conciliazione dei tempi di vita, alla disoccupazione, al contrasto delle condizioni di povertà e all'esclusione sociale. Sono stati lasciati irrisolti  i principali problemi che affliggono i soggetti più fragili della nostra società."

 

 

Redazione ParvapoliS


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