Politica

Il Pd dell'autolesionismo

Dibattito sul filo del litigio per l'identikit del candidato sindaco di Latina

13/08/2015

Che il Partito Democratico abbia una natura autolesionistica è cosa nota ed anche a Latina rischia di perdere una occasione storica. Dopo i ripetuti fallimenti delle giunte targate centro destra e con la certezza che nel campo avverso ci sarà grande frammentazione, il Pd avrebbe la grande occasione di piazzare un proprio rappresentante sulla poltrona più importante di piazza del Popolo. Insomma, una sorta di pietanza servita sul piatto d'argento che però il centro sinistra rischia di non voler mangiare. Sarebbe utile infatti fare subito chiarezza, decidere chi sarà il candidato a sindaco e supportarlo convintamente in una campagna elettorale lunghissima nella quale cercare di convincere gli elettori, tradizionalmente conservatori, a virare su una nuova forza di governo. Ma al di la dei programmi, che pur sono cosa importante, sarebbe appunto  vitale puntare su un nome credibile e conosciuto in città per il ruolo di sindaco. Il capo storico del Pd latinense, il senatore Claudio Moscardelli, vorrebbe un candidato espressione della società civile mentre l'Onorevole Sesa Amici preferirebbe puntare su Enrico Forte, il consigliere regionale che ha già dato la propria disponibilità alla corsa. Tesi contrapposte che hanno pregi e difetti ma che a nostro parere crollano di fronte ad una semplice considerazione: il Pd non era il partito che puntava al consenso dal basso attraverso le primarie? Perché proprio oggi si dovrebbe agire diversamente? Dare parola ai cittadini sembrerebbe fondamentale in un momento di grande confusione nella politica latinense. A meno che anche il Pd non voglia perdersi nella stessa confusione e lacerarsi in dibattiti sterili ed inutili con Movimento 5 Stelle e aggregazioni civiche pronte ad approfittarne. 

 

 

Redazione ParvapoliS


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