Economia

L'autostrada del paradosso

La Roma-Latina resterà un sogno? Tutti da Delrio per avere spiegazioni

14/04/2015

Paradossale. Altro aggettivo non riusciamo a trovare per commentare la situazione della Roma Latina, l'autostrada attesa da decenni e a più riprese promessa e ripromessa dalle giunte regionali di destra e di sinistra e da vari governi ed ora di fatto congelata dall'esecutivo Renzi che non la ritiene meritevole di rientrare tra le opere prioritarie e strategiche per il paese. Così come stucchevole appare il tentativo di rassicurare i cittadini da parte di quegli esponenti del Pd, il senatore Claudio Moscardelli su tutti, che continua a dire che l'opera si farà e che la sua esclusione dalla citata lista è ininfluente. Certo è che a questo punto lo stop era davvero inatteso: ricordiamo che non solo esiste un progetto definitivo e che sono stati stanziati 600 milioni di euro, ma che soprattutto è in corso una gara d'appalto con buste già aperte e due colossi delle costruzioni a livello europeo hanno assicurato la propria disponibilità a realizzare l'opera con progetto di finanza. In sintesi occorreva solo scegliere tra i due gruppi, decidere quale offrisse le condizioni migliori, per aprire i cantieri con tempi piuttosto rapidi. Invece è arrivata la bocciatura, tanto improvvisa quanto immotivata. Il governatore del Lazio Nicola Zingaretti vuole vedere il ministro Graziano Delrio per capire cosa è accaduto, magari con la speranza di sentirsi dire che s'è trattato di un errore di trascrizione e che l'autostrada si farà. L'importante è che la risposta sia chiara, che si sappia se la Roma Latina verrà realizzata o cancellata per sempre, in modo magari di poter studiare delle alternative. Che per inciso non possono essere la semplice riasfaltatura dalle 148 Pontina come sta accadendo in questi giorni, ma qualcosa di più sostanzioso come ad esempio una messa in sicurezza, quella tanto agognata dalle associazioni dei costruttori laziali. Ma il senso di amarezza, inutile negarlo, è forte insieme alla consapevolezza che delle esigenze dei territori laziali a questo governo sembra davvero non interessare nulla. 

 

 

Maurizio Bernardi


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