Economia

Viaggio immaginario a Gaeta

Ipotizzato da un aderente al Movimento 5 Stelle che mette in evidenza tutte le contraddizioni della ricettività locale

08/04/2015

Immaginiamo il bidello milanese di origine calabrese, in procinto di tornare in vacanza al sud dopo 15 anni, attratto dall'articolo del sindaco, pubblicato il 1° aprile, relativo alle "spiagge libere" di Gaeta, dove sarnno installate delle torrette di avvistamento per bagnini, e i servizi igienici con approvvigionamento idrico per uso doccia. Ammaliato dalla capacità attrattiva e dalle premesse più ospitali e appetibili di questa penisola, rinuncia alla solita Rimini o Riccione, e parte per la nuova meta.

7 ore dopo, quando il bidello arriverà a Gaeta con i suoi 3 figli, la moglie, la suocera, incontrerà la prima spiaggia, la "favelas" di S. Agostino, affidata per forza, quasi interamente, a uno tzunami di campani in combutta tra noleggiatori e parcheggiatori più o meno regolari e quelli certamente abusivi, costretto così a proseguire lungo la bellissima costa di ponente, dove oltre ai costosi 5 stelle, ogni discesa demaniale è "regolarmente?" a pagamento, e giù lo stesso, causa una baraonda di microconcessionari e abusivi che pretendono anchessi diritti preelettorali. Così l'Ariana, poi Fontania e Fontanina con accesso riservato a proprietari di "ville ex abusive".

Finalmente giunto alla principale spiaggia di Gaeta, il bidello scopre che il 90% è occupata dai storici ricchi concessionari e il restante 10% dai miniconcessionari (che alle 7,00 di mattina hanno già occupato illegalmente i primi 20 mt dalla riva), si chiederà: MA DOVE STANNO LE SPIAGGE LIBERE? Dov'è la sabbia se alle 10,30 l'unico spazio vuoto rimasto è occupato da un manufatto adibito a servizi igienici a pagamento?

Il povero bidello milanese di origine calabrese, a questo punto, non potendo pagare 700 euro al mese l'ombrellone e 300 il parcheggio, decide di andare a visitare la montagna spaccata, e alle 12,00, un giro per i ristoranti dove poter mangiare a prezzi accessibili, si rende conto che spaghetti aglio e olio, un secondo, una bibita e acqua per 6 persone ci vogliono 240 euro, e lasciando la suocera in auto per non pagare il grattino del parcheggio, ripiega quindi per una birra grande e guantiera di pizza a taglio, 15 euro in tutto, che andrà a consumare sulla sempre sporca Via G. Caboto, con vista mare inquinato, li su quella panchina verde poi lascerà la differenziata, prima di ripiegare per la Calabria, dove finalmente troverà la spiaggia libera.

Quindi signor Sindaco e signor Assessore alle Politiche Ambientali, Demanio e Turismo, avendo anche voi come i vostri precedenti, chiuso gli occhi favorendo amici, ricchi privati e pirati, riducendo, poi cancellando ogni centimetro di sabbia libera, perché continuate a chiamarla tale?

 

F.to Giuseppe Di Chiappari del Movimento 5 Stelle di Gaeta

 

 

Redazione ParvapoliS


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