Eventi & Cultura

Una oasi naturalistica per il Cavata

Ma le associazioni denunciano: un intoppo burocratico impedisce la navigazione del fiume

08/01/2015

Nella pianura pontina c'erano una volta i fiumi. Erano il cuore della pianura perché con il loro corso irregolare che non sfociava a mare, ogni inverno la allagavano rendendola la palude pontina così tanto famosa. Poi è venuta la bonifica, ed i fiumi sono diventati canali, perdendo la loro funzione naturale originale ma permettendo le attività agricole e industriale che oggi rendono così produttiva questa zona. All'origine di tutto ci sono sempre loro: i fiumi. Eppure sono pressoché sconosciuti. Il Fiume Ninfa è famosissimo per via del giardino che gli sorge intorno ma il Cavata e l'Ufente, altrettanto importanti, non godono di altrettanta fama e quindi, di sufficiente attenzione.

In particolare, il Fiume Cavata, soprattutto nel suo tratto iniziale, subito sotto i monti Lepini, è un piccolo paradiso fatto di numerose sorgenti, anche sulfuree, boschetti, campi agricoli e acque cristalline ricche di vita. È, però, un ecosistema a grande rischio!

È solo grazie all'azione delle associazioni A.C. Cavata Flumen e A.S.D. Fiume Cavata che negli ultimi anni il fiume è tornato navigabile e fruibile.

Anche nel 2014 i volontari, con mezzi propri (soprattutto canoe), hanno ripulito le acque e gli argini del fiume da rifiuti organici ed inorganici inquinanti ed hanno segnalato alle autorità alcuni tentativi di inquinamento permanente delle acque come versamenti di oli esausti.

Dopo aver affrontato pratiche burocratiche iperboliche, è stato anche possibile accompagnare molti visitatori in canoa a godere di questa incredibile ricchezza. Infatti, l'accesso agli argini ed ai fiumi nel territorio della Pianura Pontina è vietato dal Regio Decreto 523 dell'anno 1904. Per rendere "legale" la propria attività, l'Associazione A.C. Cavata Flumen ha chiesto alla Provincia di Latina una autorizzazione in deroga specifica al Decreto per accedere alle acque del Fiume Cavata.

La Regione Lazio ha anche inserito la A.S.D. Fiume Cavata nel suo sito Internet ufficiale del Turismo come operatore per visite guidate in canoa nell'Agro Pontino. Purtroppo però, ora, l'ennesimo intoppo burocratico complica le cose. Recentemente la domanda di autorizzazione è stata trasferita agli uffici competenti della Regione Lazio dove, purtroppo, temiamo rimanga inevasa per molti mesi ancora bloccando qualunque attività sul fiume.

L'associazione così chiede alle autorità competenti che si siedano intorno ad un tavolo ed intervengano rapidamente con l'emanazione di un regolamento di utilizzo di questi corsi d'acqua più moderno rispetto ad un decreto regio del 1904. Un regolamento che tenga conto della volontà di questo territorio di crescere in consapevolezza ambientale e attività turistiche ecosostenibili.

Il grande sogno di tanti appassionati è quello di trasformare le sorgenti del Cavata in una oasi naturalistica dove sarà possibile svolgere attività a basso impatto ambientale e dove tutelare il bene più prezioso di cui disponiamo: l'acqua.

 

 

Redazione ParvapoliS


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