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Alberto Pizzi e il derby Latina-Frosinone

31/10/2014

Alberto Pizzi di derby tra Latina e Frosinone ne ha vissuti tanti, da giocatore, allenatore e spettatore. Nato a Parma nel 1945, originario di Gramignazzo, dove nella fornace dei suoi nonni sono stati preparati, ai primi del 900, i mattoni per costruire il campanile di San Marco a Venezia, arrivati in laguna su trasporto fluviale dopo il crollo che ha portato alla ricostruzione.

Alberto è ormai un pontino di adozione, essendo arrivato in città nel 1967, anche se ha conservato l'accento emiliano e non disdegna di parlare il dialetto delle sue parti. Il primo derby lo ha giocato nel 1968 in serie D, il 7 gennaio 1968, con risultato 0 a 0. Pizzi ha cominciato a giocare a Brescia all'età di 14 anni, con la maglia del collegio La Salle, per poi passare a Bisceglie, Bari, Latina e Cassino, per concludere la carriera a Latina con il tecnico Meucci, tanti risultati di prestigio grazie al suo modo di stare in campo.

Un grande e prestigioso successo contro i ciociari il Latina, guidato in panchina dal trainer Pizzi, lo ha ottenuto in Coppa Italia nel settembre del 1988 battendo al Francioni i canarini per due reti a zero, con reti di Cavezzi e Caso, arrivato dalla Lazio. L'anno successivo, sempre in Coppa, i nerazzurri si aggiudicarono il derby 2 a 0, con realizzazioni di Pepe e Parlato. Nel 1993, Alberto tornò ad allenare il Latina che vinse a Frosinone, dopo ben 33 anni, grazie a un gol provvidenziale di Monti. 

La ricostruzione storica è la narrazione degli avvenimenti di rilievo nella vita sociale del club nerazzurro che si è caratterizzato per la potenzialità di favorire l'aggregazione e la ricerca di un'identità collettiva. Alberto Pizzi si è subito bene inserito nella comunità cittadina, ha aperto un'agenzia di assicurazioni, allenato diverse squadre di prestigio, tra cui la Turris, il settore giovanile del Campobasso è stato il suo fiore all'occhiello per molti anni, con viaggi continui tra Lazio e Molise. Tra gli hobby preferisce la caccia, non manca mai agli appuntamenti con i suoi amici più cari nelle trasferte nei paesi dell'Est Europa alla ricerca di selvaggina. Pizzi è presidente provinciale dell'associazione allenatori di calcio da molti anni. . Uno spaccato di vita cittadina che ha assunto una valenza sociale interessante, considerando il ruolo della squadra di calcio, al di là dell'ambito agonistico, quale emblema della ricostruzione nel dopoguerra e possibile simbolo d'identità collettiva, di unione delle nuove popolazioni di diversa origine. Le vicende della compagine calcistica, rispecchiano più o meno fedelmente i cambiamenti della realtà socio-economica nel territorio che subiva notevoli mutamenti negli anni sessanta e settanta, ridisegnando la sua struttura produttiva e trovandosi di fronte a inevitabili scompensi, colpa della rapida e accentrata urbanizzazione ed accelerazione dei processi socio-economici, trainando la squadra di calcio e trasferendole la medesima volontà di crescita. Alti e bassi ma mai per il derby.

Paolo Iannuccelli


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