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L'Ordine della Concordia, dal lontano 1246 ad oggi

26/10/2014

Si è tenuto in Roma, presso il Circolo Ufficiali dello S.M.E.I. il 3° Convegno dello Ordine Capitolare dei Cavalieri della Concordia, anche detto Ordine della Concordia. Questo antico Ordine cavalleresco nacque nel 1246 ad opera del cattolico Re spagnolo Ferdinando III per unificare i principi spagnoli nel combattere l'espansione dei musulmani e portare là dove possibile, la concordia tra i contendenti. Poi, nel corso dei secoli, il Gran Magistero passò dalla Spagna nell'Impero Germanico e successivamente in Italia. È rimasto in silenzio, nel nostro Paese, negli ultimi 50 anni, si è risvegliato ad opera degli uomini e delle donne che ne fanno parte, creando interesse intorno a sé, sia in Italia che in altri Paesi. In occasione del 3° Convegno sono stati istituite delle rappresentanze estere dell'Ordine, con i Priorati di Irlanda, di Ungheria, di Cuba che si vanno ad affiancare a quelli del Brasile e di Malta.

Nei vari interventi ad opera del professor Enzo Farinella, della dottoressa Barbara Pehi, della professoressa Floriana Menendez è stata sottolineata la grande importanza degli scambi di pensiero tra le persone di cultura dei vari Paesi, in particolare nell'intervento del Priore d'Irlanda che ha rimarcato quanto oggi più che mai gli antichi valori etici portati avanti nei secoli dagli ordini cavallereschi siano validi, attuali e necessari, in questo tempo di miseria morale. Gli antichi valori cristiano-occidentali sono come un'àncora dove potersi aggrappare, insieme ad altri che pensano alla stessa maniera, non dando più alla politica né risposte né sicurezza, dopo tanti tristi esempi.
Finite, fortunatamente, le ideologie politiche del ‘900, con tutti i lutti e le miserie che hanno arrecato, i primi anni Duemila sono stati caratterizzati da una inutile ricerca tra le macerie  morali e tra tutte le illusioni lasciateci in eredità, senza alcun appiglio in cui credere nel futuro per i giovani e per i non più giovani illusi e lasciati senza più la loro individualità ma semplicemente allacciati a criteri di vita e concetti triti e ritriti in cui ormai non crede più nessuno, nemmeno quelli che proseguono a proclamarli. La presentazione dell'immagine pubblica come massima affermazione dell'individuo, l'apparire in base a criteri commerciali: belli, ricchi, sempre giovani a qualunque costo, sono fattori negativi, così vuoti e ignoranti, totalmente ridicoli, senza alcun valore morale da trasmettere alle future generazioni.
Gli uomini e le donne dell'Ordine della Concordia, facendo propri gli antichi valori cristiani ed umanistici, riprendendo l'uomo come singolo centro dell'Universo, libero nell'azione e nel pensiero, avendo come unico confine il rispetto del pensiero e della libertà altrui, si adoperano per proporre questi concetti, sempre e comunque temperati dalla tolleranza.

In un momento difficile, solo questi aspetti prioritari nella vita possono contribuire a una crescita sana dei giovani, il futuro di una società che solo attraverso l'educazione, il rispetto, la cultura, può evolversi e migliorare, riteniamo che il miglioramento dell'insegnamento scolastico sia una cosa prioritaria, così come il potenziamento di centri di aggregazione basati su biblioteche multimediali, libri, quotidiani, letture, studi, approfondimenti, dialogo, confronto. Il sapere è alla base di tutto, una società fondata sulla cultura trae indubbi benefici anche sul piano economico, una certezza per superare una crisi mondiale spaventosa. La scuola è stata trascurata per far posto a modelli di comportamento che preoccupano, il bullismo impazza dappertutto, le baby-gang, la cattiva educazione, il poco rispetto verso gli anziani e i deboli, l'uso di un linguaggio arrogante e violento, la droga, l'alcolismo. Solo ripristinando un insegnamento rigoroso e selettivo per tutti è possibile cancellare totalmente la scuola di oggi e proporre un modello moderno ed efficiente, finalmente meritocratico, senza guardare al censo o all'appartenenza familiare. L'Ordine della Concordia ribadisce, ancora una volta, la sua contrarietà a tutte le guerre, nel segno di una pace duratura, portatrice di sviluppo e prosperità per tutti, soprattutto per i Paesi in difficoltà negli angoli della Terra ancora molto arretrati che necessitano di aiuti continui.

Redazione ParvapoliS


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