Parva Editoriale

Il passaggio dall'Ina ad Axa, storia di un pezzo di Latina

Quando il centro della città era quel palazzo giallo pallido in piazza della Libertà...

26/10/2014

Gaetano Loffredo

A Latina la vita è contrassegnata da luoghi, simboli, vie, strade, come tutti i posti del mondo. Il centro storico, però, ha qualcosa di più, è l'unica fonte di riferimento certa, un momento d'incontro sicuro e piacevole. Il palazzo del'Ina-Assitalia è da sempre uno dei più frequentati in piazza della Libertà, simbolo della compagnia assicurativa che per anni è stata leader in Italia, ora nel gruppo Generali. A pochi passi, troviamo in via don Morosini, l'agenzia generale della Axa assicurazioni, con a capo il giovane Gaetano Loffredo De Simone.

In molti si domandano: perchè i Loffredo De Simone hanno cambiato sede e compagnia? Un normale avvicendamento a carattere imprenditoriale, nulla di più. La cosa che ha interessato maggiormente i latinensi è il passaggio di un marchio storico a distanza di pochi passi. In piazza della Libertà troviamo un'insegna indicante le Generali, a pochi metri appare la scritta Axa. Gaetano Loffredo De Simone, scomparso nel 1960, nativo di Terracina, rampollo di una famiglia - nobile di origine - di Cardito, in provincia di Potenza, è stato presidente dell'Amministrazione provinciale di Latina, affermato avvocato, presidente del Latina Calcio, un uomo molto in vista in città al quale è dedicato il bel piazzale di Capo Portiere e la sala conferenze in via Costa. Ha ricoperto la carica di presidente dell'Ente provinciale del Turismo, dell'Ordine degli avvocati.

Il figlio, Alfredo - avvocato anche lui - nel 1964 ha assunto l'incarico di agente generale del'Ina-Assitalia, potente compagnia assicuratrice vicina alla Democrazia Cristiana, tanto forte da costringere la Lega delle Cooperative a creare l'Unipol, figlia del partito comunista. I Comuni bianchi - in Italia - andavano all'Ina, i rossi all'Unipol, questo in linea di massima, secondo il sempre attuale manuale Cencelli, una sorta di compromesso storico nel nome delle polizze.

Alfredo Loffredo De Simone ha ricoperto sempre incarichi importanti, specialmente quello di presidente della Camera di Commercio di Latina dal 1992 al 2004: anni molto intensi e produttivi in sintonia e collaborazione con Vittorio Prodi, la Nomisma, emiliani che contano e sanno far funzionare le cose. I Loffredo De Simone ci sono sempre, ancora esperti assicuratori, per una tradizione solida; hanno un ruolo forse meno decisivo nelle scelte politiche. Alfredo ha fondato, nei primi anni Ottanta, l'associazione culturale Fenice, legata a Giulio Andreotti che, attraverso liste civiche, legate indissolubilmente alla Dc, ha ottenuto consiglieri comunale e assessori, tutti suoi amici fidati e leali. Il leader non è mai sceso in campo direttamente, quando gli hanno chiesto - centrodestra e centrosinistra - di candidarsi a sindaco ha sempre rifiutato, mostrando saggezza, non ha mai fatto il passo più lungo della gamba, specialmente in tempi difficili e incerti.

Nel 1993 l'asse tra i loffrediani e il Pds portò a una formazione di una giunta anomala con sindaco Maurizio Mansutti e vice Domenico Di Resta. L'esperienza durò poco, arrivò il commissario prefettizio De Luca, poi il testimone al sindaco Finestra, rappresentante del Movimento Sociale. I fatti recenti - anche in provincia di Latina con l'elezione di Eleonora Della Penna - indicano una certa profezia nell'intesa di vent'anni fa.

Alfredo Loffredo è il vice presidente della Fondazione Roma, molto vicina alla città di Latina per finanziare, con somme ad hoc, opere necessarie al territorio, all'ospedale Santa Maria Goretti, per il sociale che avanza.

Specialmente negli anni Ottanta e Novanta, la palazzina Ina, di colore giallo pallido, in pieno centro, era uno dei punti chiave della città. Lì venivano prese molte decisioni importanti per ogni settore, passavano per quelle stanze personaggi di primo piano, appartenenti a tutte le forze politiche e imprenditoriali. Alfredo Loffredo De Simone ha sempre avuto grande passione per il calcio di colore nerazzurro, nel 1968 fu tra gli organizzatori della trasferta in nave a Olbia per tifare Latina e tornare vittoriosi con la serie C in tasca. Il suo modo di vestire elegante, lo stile sobrio e raffinato lo hanno portato a non raggiungere mai posizioni estremiste e di dura polemica, ha sempre cercato la mediazione rispetto al confronto duro e di poca educazione. Adesso, in sede Axa, in via Don Morosini, siede il figlio Gaetano, ottimo velista che vivrebbe al mare tutta la vita ma il lavoro non glielo permette. Buon vento.

Paolo Iannuccelli


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