Politica

A Latina è emergenza ambientale e sanitaria

Carlo Alberto Zaccheo presenta un esposto al Prefetto D'Acunto e chiede le dimissioni dell'assessore Cirilli

27/09/2014

"Latina è in piena emergenza ambientale e sanitaria. Chiedo le dimissioni dell'assessore all'Ambiente Fabrizio Cirilli e La prego di fare tutto quanto Le sarà possibile per mettere fine a questa situazione di degrado": questo quanto chiesto da Carlo Alberto Zaccheo al Prefetto della città di Latina, dott. Antonio D'Acunto. "Latina vive una situazione di assoluto degrado ambientale da cui può scaturire in ogni momento una vera e propria emergenza sanitaria" ha esposto al Prefetto di Latina Carlo Alberto Zaccheo.

"Basta fare un giro per la città per vedere come ormai famiglie di ratti abbiano invaso diversi quartieri di Latina. Interi gruppi sono stati fotografati o sono stati segnalati nella zona dell'Università, in via Pontinia, in via Le Courbusier, nella zona del Tribunale, sulla pista ciclabile, sul litorale cittadino ecc. Il motivo per cui tutto ciò succede è molto semplice: non viene effettuata la derattizzazione".
Altra situazione altamente pericolosa dal punto di vista sanitario è quella che si riscontra a ridosso di oltre 250 cassonetti dell'immondizia sparsi per la città. "Li ho fotografati personalmente - ha esposto ancora Zaccheo al Prefetto - e sono stati riportati sui social network. La stragrande maggioranza di questi sono bucati, specialmente quelli dedicati alla raccolta del percolato, dell'umido per intenderci, e mai sostituiti. Questo significa che quei cassonetti perdono liquidi di tutti i generi che si riversano in strada e diventano luogo ideale per la proliferazione di batteri e ratti. Almeno altri 50/100 cassonetti sono privi di pedaliera e non sono mai stati riparati. Un cittadino deve perciò toccare con le proprie mani il cassonetto dell'immondizia, con il rischio di trasmissione di ogni tipo di malattia".
Tutto questo avviene nel totale disinteresse dell'assessore Cirilli nonostante le numerose segnalazioni fatte da migliaia (migliaia!) di cittadini e dalle tante associazioni con cui, in entrambi i casi, Carlo Alberto Zaccheo è in contatto e che si interessano di segnalare il degrado cittadino con servizi fotografici facilmente rinvenibili sui social network.
Capitolo a parte quello dei cosiddetti cassonetti a "scomparsa". "Non so che cosa intenda l'assessore all'ambiente nonché vice sindaco Cirilli per "cassonetti a scomparsa" ma di certo non sono cassonetti a scomparsa - ha proseguito Zaccheo- quelli che ha fatto installare in tre punti della città. Per essere tali, infatti, dovrebbero essere dotati di un bottone posizionato a terra che faccia uscire il bidone in cui gettare l'immondizia per poi farlo di nuovo scomparire. Quelli che ha fatto installare Cirilli in città, invece, obbligano il cittadino a toccare con le mani il cassonetto ed a gettare dentro l'immondizia. Inoltre abbiamo visto come siano stati mal progettati se è bastato un temporale per farli esplodere".
Anche in questo caso il rischio per i cittadini è stato alto: se si fossero trovati nei pressi dei cassonetti al momento dell'esplosione avrebbero rischiato danni fisici se non addirittura la vita. I cosiddetti "cassonetti a scomparsa" sono stati perimetrati e quindi non sono utilizzabili proprio perché pericolosi e tutto questo è avvenuto dopo appena alcuni mesi dalla loro installazione e dopo centinaia di migliaia di euro spesi, ovviamente dalla comunità.
"Ora mi chiedo, e chiedo all'assessore Fabrizio Cirilli - ha concluso Carlo Alberto Zaccheo - se la Tia per noi cittadini negli ultimi due anni è aumentata di circa il 30%, che fine hanno fatto i nostri soldi? La derattizzazione non viene effettuata, i cassonetti non vengono puliti, la sanificazione non viene effettuata, i cassonetti rotti non vengono sostituiti. Come vengono utilizzati i nostri soldi?".
"Inoltre, come se non bastasse - insiste Zaccheo - i costi del taglio dell'erba, secondo le cifre ufficiali in possesso della Procura di Latina, sono triplicati nel giro di tre anni. A questo si aggiunge l'inchiesta aperta dalla Procura su presunte gravi irregolarità negli appalti per l'assegnazione dei lavori a cooperative, quasi tutti avvenuti senza l'indizione di gare, dell'Area Ambiente e Territorio di cui Cirilli è assessore. La domanda anche in questo caso rimane la stessa: come sono stati utilizzati i nostri soldi?".
L'incontro si è concluso con la richiesta ufficiale di dimissioni nei confronti dell'assessore all'Ambiente Fabrzio Cirilli: "da circa 25 anni è un amministratore di questa città. Praticamente dal 1993 è protagonista della politica locale e regionale con ruoli di primo piano. Eppure Cirilli non perde occasione per addossare le colpe a terze persone che secondo lui non avrebbero governato bene ed anzi avrebbero soltanto provocato danni. Io credo invece che sia arrivato il momento di prendersi le proprie responsabilità e di farsi da parte, nella speranza che Latina possa tornare a livelli di vivibilità accettabili".

 

Redazione ParvapoliS

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