Economia

Superciuk, ruba ai poveri per dare ai ricchi

Dal primo luglio obbligo del POS per incassi superiori a 30 euro

03/07/2014

Leggendo i comunicati stampa delle associazioni di categoria e di quelle dei consumatori sembra proprio che il governo italiano, con l'obbligo del POS, abbia pensato ai soli interessi delle banche dimenticando quelli di artigiani e professionisti che, dal primo luglio, sono obbligati a dotarsi di un apparecchio per gli incassi con moneta elettronica superiori a 30 euro. E così come l'antieroe Superciuk, negli albi di Alan Ford, rubava ai poveri per dare ai ricchi, la misura finanziaria è vista come un'azione di forza a favore del solo sistema bancario. 

Le posizioni troppo estreme lasciano sempre perplessi e, dovendo riflettere, meglio partire dal principio.

L'Europa spende, ogni anno, circa 60 miliardi di euro (0,46% del PIL) per la gestione del denaro mentre nel nostro paese se ne spendono circa 10 (0,52% del PIL). L'intero processo, in Italia, costa di più, rispetto agli altri Paesi europei proprio perché il denaro contante è più utilizzato (circa l'80% del totale delle transazioni secondo dati di Banca d'Italia) e ci sono, poi, molte implicazioni legate alla sicurezza. In Italia si registrano il 40% delle rapine rilevate in Europa e circolano circa 70mila banconote false all'anno. Senza contare che la smaterializzazione del denaro si sta rivelando un ottimo strumento per la lotta all'evasione fiscale.
D'altro canto non è neanche vero che il costo dei POS sia eccessivo perché esistono soluzioni per i vari livelli di denaro transato. Per i piccoli, con poche operazioni giornaliere, ci sono i mobile POS lanciati sul mercato dalle start-up Jusp, Payleven e SumUp mentre per un'attività media la soluzione tradizionale è quella più coerente sia per l'assistenza che per le molte possibilità offerte dalle banche; come successo per altri servizi alle imprese basterà metterle in concorrenza e si vedranno anche i benefici in termini di costi. Ad oggi, le transazioni sui mobile POS costano tra il 2% e il 3% senza, o quasi, costi di attivazione mentre il canone mensile per i POS tradizionali va dai 20 ai 50 euro con un costo sul transato quasi sempre minore dell'1%.
È auspicabile che, grazie al nuovo obbligo, molti operatori finanziari lanceranno offerte commerciali per sottrarre clientela ai concorrenti e questo non potrà che portare giovamento ai costi legati agli incassi con carte e bancomat per artigiani, commercianti, professionisti e aziende in genere.
La misura adottata dal Governo sembra, in fin dei conti, molto azzeccata e, anche se arriva in ritardo, consona a far evolvere la nostra cultura economico-finanziaria: tiriamo fuori i soldi dal materasso e facciamoli circolare, ne trarremo tutti beneficio.

Emilio Gianfelice - Commercialista

Emilio Gianfelice


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