Politica

Nicoletta Zuliani: "Dopo il danno ambientale anche la beffa"

Il comune non si è costituito parte civile nel processo contro Ecoambiente ma lo farà il Pd

06/06/2014

Il Partito Democratico di Latina si costituirà parte civile nella seconda parte del processo in cui sono imputati gli ormai ex vertici della gestione dei rifiuti nel Lazio, e che vede coinvolta anche la Ecoambiente, la società partecipata del Comune di Latina che gestisce parte della discarica di borgo Montello. Non solo, il partito metterà anche a disposizione gratuitamente i propri avvocati per i cittadini che vorranno costituirsi parte civile in surroga del Comune di Latina. A renderlo noto sono la consigliera comunale Nicoletta Zuliani ed il neo segretario comunale del Pd Gioacchino Quattrola. "Il Partito democratico ci sarà nel prossimo processo. Ed assisterà legalmente, in modo del tutto gratuito, anche i cittadini che vorranno partecipare attivamente per la giustizia per conto del Comune di Latina contro chi ha inquinato il nostro territorio" - afferma Quattrola.

La decisione deriva dal fatto che ieri, seppure con un aggiornamento al prossimo 23 giugno, è iniziato il primo troncone del processo scaturito dallo scandalo rifiuti nel Lazio e nel quale, nella conta delle parti civili che chiedono giustizia e risarcimenti, non è risultato il Comune di Latina. "Il fatto che l'amministrazione non abbia preso posizione su quella che è una condizione non solo di disagio, ma di danno ambientale, di sfruttamento spregiudicato del territorio e di danno alla salute dei cittadini, è deplorevole. Il Comune spieghi ora perché non si è costituito parte civile in questo primo troncone del processo, dove gli imputati sono accusati di falso in atto pubblico ed associazione a delinquere" - commenta Nicoletta Zuliani. "Promuovendo l'azione popolare, così come previsto dal Tuel, i cittadini - che già più volte hanno dimostrato il loro amore per la città con iniziative e progetti gratuiti (ad esempio rassegne culturali e progetti di ciclabilità) - potranno sostituirsi al Comune davanti al giudice ordinario per ottenere giustizia, surrogando l'Ente che non ha voluto farlo nell'interesse dei suoi cittadini. Almeno per la seconda parte del processo, dove i reati contestati sono truffa, gestione illecita della discarica e traffico illecito di rifiuti".

Come funziona? A regolare l'azione popolare c'è l'articolo 9 del Tuel (Testo unico per gli enti locali), costituito da soli due commi, che recita: "1. Ciascun elettore può far valere in giudizio le azioni e i ricorsi che spettano al Comune e alla Provincia. 2. Il giudice ordina l'integrazione del contraddittorio nei confronti del Comune ovvero della Provincia. In caso di soccombenza, le spese sono a carico di chi ha promosso l'azione o il ricorso, salvo che l'ente costituendosi abbia aderito alle azioni e ai ricorsi promossi dall'elettore". Ciò significa che il cittadino può, in sostituzione dell'Ente, costituirsi parte civile davanti ad un giudice per far ottenere all'Ente stesso un risarcimento che gli sarebbe dovuto. Le spese legali, in caso il giudice desse torto all'elettore che ha promosso questa azione popolare, sarebbero a suo carico, ma in questo processo - essendo assistiti gratuitamente dagli avvocati del Pd - i cittadini non incorrerebbero in alcuna spesa. I latinensi avranno modo di dimostrare di amare la propria città più dei propri amministratori".

 

 

 

Redazione ParvapoliS

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