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Daniele Nardi abbandona il Nanga Parbat

L'alpinista di Sezze rinuncia la scalata alla difficile vetta asiatica

01/03/2014


Daniele Nardi, l'alpinista italiano di 37 anni originario di Sezze, rinuncia alla scalata in solitaria sul versante Diamir del Nanga Parbat lungo la via Kinshofer e il 5 marzo sara' in Italia. I motivi che hanno costretto Nardi ad annullare la prima ascesa invernale in stile alpino, mai tentata da nessuno sulla ‘montagna killer' con il tentativo di doppiare lo sperone Mummery, sono state le difficili e proibitive condizioni di ghiaccio e neve. "E' stata una decisione inevitabile. Non ci sono parole per misurare la mia delusione per aver creduto, lottato, sperato in un progetto e doversi arrendere di fronte alla constatazione che le condizioni ed il meteo per salire la via che desideravo, semplicemente, non ci sono", ha detto Nardi che era partito alla volta del Pakistan il 20 gennaio. E ha aggiunto: "Potrei attendere mille finestre di bel tempo, ma il fatto che la condizione per cui da solo potrei con un ragionevole margine di sicurezza tentare una salita, ebbene quelle condizioni semplicemente non ci sono e per quest'anno non ci saranno". Nella prima fase di acclimatamento Nardi aveva raggiunto il 13 febbraio i 5.900 metri di Punta Piccola facendo sventolare la bandiera dei Diritti umani nel mondo, unico vessillo che porta con se' in tutte le sue spedizioni alpinistiche. La bandiera e' firmata da 8.000 studenti che si sono impegnati nella divulgazione dei diritti fondamentali dell'uomo. Quando si e' spostato sul Nanga Parbat, Nardi ha capito che la situazione del ghiaccio era critica per il continuo distacco di valanghe e seracchi. Queste stesse motivazioni avevano portato ai primi di gennaio all'annullamento della spedizione del forte alpinista tedesco Ralf Dujmovits quando era gia' al campo base del Nanga Parbat.

 

 

Paolo Iannuccelli


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