Economia

La storia di rivalsa della Mancoop

52 dei 137 ex dipendenti di una multinazionale si rimboccano le maniche e danno vita a una nuova azienda

17/02/2014

In seguito al fallimento della multinazionale Evotape packaging in provincia di Latina ben 137 lavoratori rimanevano disoccupati e umiliati dagli sprechi dei dirigenti che avevano fatto sparire 600 milioni di dollari. Per tutti l'avventura si sarebbe conclusa con lo scandalo provocato da una megafesta in maschera se 52 ex dipendenti dell'azienda di Latina non avessero deciso di non arrendersi e di autogestirsi per poi dar vita alla cooperativa Mancoop, impresa recuperata e il cui fatturato oggi dimostra che, insieme, è sempre possibile trovare un'alternativa.

Domani mattina alle 11 presso la sede della cooperativa Mancoop di Santi Cosma e Damiano, il presidente di Legacoop, Giuliano Poletti, il responsabile della Legacoop Servizi Lazio, Andrea Laguardia, e il presidente del Comitato provinciale di Latina, Emiliano Scinicariello, invitano tutti ad ascoltare le testimonianze degli operai che hanno dato vita alla Mancoop cooperativa operante nella produzione di nastri adesivi, nata dalle ceneri della Evotape packaging, multinazionale fallita nell'aprile del 2012.

"Piuttosto che stare ad aspettare un Godot che non sarebbe mai arrivato, vale a dire un intervento dello Stato o un altro compratore, abbiamo deciso di rimetterci in gioco", ha detto Erasmo Olivella, oggi presidente della cooperativa. È così che dal disastro della multinazionale nasceva Mancoop, fondata il 4 giugno 2012. "Più della metà dei lavoratori della ex Evotape ha deciso di accontentarsi del sussidio statale e di non impegnarsi in questa avventura", ha confessato Olivella, "molti non hanno voluto rischiare". Mancoop, però, ce l'ha fatta.

La società era nata nel 1957 dal genio del siciliano Dardanio Manuli, riuscito in poco più di un ventennio a creare un gruppo industriale presente in 15 Paesi, capace di offrire lavoro a tremila dipendenti. Nel dopoguerra, con i finanziamenti della Cassa del Mezzogiorno, la produzione di nastri adesivi venne spostata a Santi Cosma e Damiano, nella provincia di Latina. Alla morte del fondatore, però, la Manuli cedette l'azienda a una multinazionale americana, la Tyco; travolta dallo scandalo per aver pagato con denaro dell'azienda una megafesta in maschera per i dipendenti, la multinazionale fallì. Dalle casse della Tyco mancavano ben 600 milioni di dollari spesi in maniera irregolare. Le conseguenze del crac si fanno sentire immediatamente oltreoceano e, in provincia di Latina dove la società opera nel settore della produzione di nastri adesivi, l'azienda finisce prima nelle mani di un fondo lussemburghese e poi in quelle di una multinazionale messicana, la Evotape. Dopo una via crucis interminabile fatta di cassa integrazione, crisi e precarietà, ben 137 lavoratori rischiano di cadere nel baratro della disoccupazione quando la multinazionale chiude per mancanza di liquidità.

Gli ex dipendenti, però, decidono di autogestirsi. Dopo essere riusciti ad ottenere in affitto 20mila metri quadri dello stabilimento al prezzo di 180 mila euro l'anno, nasce la cooperativa Mancoop che, tutt'oggi, dà lavoro a 52 famiglie.

Memi Marzano


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