Parva Editoriale

Latina, nuova Giunta per il rush finale

A due anni dalla scadenza del mandato Di Giorgi aggiusta il tiro

23/01/2014

Poco più di due anni e poi la parola ripasserà agli elettori. Questa banale considerazione è alla base del rimpasto di giunta che Di Giorgi ha varato nei giorni scorsi, in parte per "aggiustare" l'indirizzo politico e in parte per dare nuovo slancio all'azione amministrativa. Il sindaco in realtà ha resistito a lungo alle richieste di riequilibrare l'esecutivo secondo appetiti crescenti tipici della politica. E ha fatto bene visto e considerato che proprio il centro destra è stato caratterizzato da profonde modifiche al punto da rivoluzionarne la consistenza. Basterebbe pensare come al momento delle amministrative la compagine dei moderati fosse composta da Pdl e Città Nuove, entrambi spariti per motivi diversi. Prima la nascita di Fratelli d'Italia, poi quella di Forza Italia e infine del Nuovo Centro Destra hanno disegnato una mappa profondamente diversa, passando attraverso le consultazioni politiche che, per la prima volta dopo due decenni, non hanno visto un partito della destra affermarsi a vantaggio del Movimento Cinque Stelle. In tre anni ci sono stati più cambiamenti politici che nel decennio precedente. Di Giorgi nel frattempo ha agito da uomo di buon senso, dando seguito alla promessa di badare al sodo lasciando stare i voli pindarici dell'era Zaccheo. Ma la Giunta, nel suo insieme, come s'è comportata? A parte appunto un sindaco dalla faccia pulita, occorre dar atto del grande attivismo di due assessori che non hanno lesinato sforzi: Fabrizio Cirilli e Giuseppe Di Rubbo. A fare da contraltare l'immobilismo di Orazio Campo e Marco Picca, catapultati nell'esecutivo grazie alle buone entrature romane. Ma se Campo le ha mantenute, Picca è stato spazzato via dalla scomparsa di Città Nuove con la leader, Renata Polverini, costretta a cercare riparo sotto la protezione berlusconiana dopo i guasti regionali. Perde posto anche Marilena Sovrani che pur il suo compito lo ha portato avanti con diligenza: ha pagato la flessione dei centristi ed il fuggi fuggi dai banchi del Consiglio Comunale dei propri rappresentanti. Le due new entry sono quelle di Alessandro Calvi e Angelo Tripodi, il primo molto benvoluto dagli organismi forzisti ed il secondo in grado di coagulare un consenso popolare importante. A loro il nostro augurio di buon lavoro, nell'interesse della città. Ultimo appunto: giù le mani da Gianluca Di Cocco. Se è capace di fare l'assessore nulla importa a quale partito della destra appartenga.

 

 

Maurizio Bernardi

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