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...E piovve dal cielo senza nubi...

Incontro con l'autore, giornata culturale dedicata allo scrittore Luigi Vellucci

12/12/2013

Dedicata allo scrittore Luigi Vellucci, ha avuto luogo, nei giorni scorsi, a Cisterna di Latina, una giornata culturale, voluta dalla dirigente scolastica dott.ssa Patrizia Pochesci e organizzata, presso l'Istituto Comprensivo "Leone Caetani", dalla dottoressa Iolanda Di Pietro.
Già noto ai docenti e agli alunni come autore del romanzo storico I butteri, Buffalo Bill, il West e di Fantasticheria tra due mari, Vellucci è stato accolto dalla professionalità della dirigente scolastica e dei docenti tutti, riuscendo a suscitare l'interesse costante e vivo degli alunni presenti e creando con i suoi racconti, un'atmosfera di entusiasmo e partecipazione.
La mitologia della Magna Grecia viene "trasmigrata" in quella latina da questo ultimo libro di Vellucci: E piovve dal cielo senza nubi.
Un libro che nasce da una leggenda fiorita in Magna Grecia come tutte le altre storie che Vellucci racconta in un linguaggio accattivante e chiaro, anche per gli alunni delle scuole medie ed elementari. L'originalità di quest'opera sta proprio in questa sua ricchezza di fonti di mitologia, archeologia e leggende non della Grecia ma della Magna Grecia.
Lo Ionio e il Tirreno sono fusi quindi nella fabula di Vellucci. L'autore, durante la sua brillante conversazione, ha evidenziato tra l'altro le comuni origini doriche di Taranto con alcune terre del Lazio ove i Lacedemoni creano un tempio alla dea Feronia, dea liberto rum, e a Cori (Latina) s'innalza ancora un tempio ad Eracle.
Dal mare di Taranto, allo specchio di smeraldo del laghetto di Ninfa, il Fedro tarantino diviene pure l'aedo latino, cantore antico con le sue liriche ispirate da sentimenti e paesaggi del Sud e del Lazio di Enea, da lui fusi in un'atmosfera di favola. Lo scrittore ha alternato la recitazione di racconti sui mitici atleti come Ikko, Milone a quelli su eroi come Diomede, Aiace, Ulisse ed Eracle giunti in terra d'Ebalia.
Gaetano D'Andola, a tal proposito, scrive: Il Vellucci ha proprio una nativa potenza mitologica. Egli sa essere artefice di numi, poeta e mitologo al tempo stesso. Personaggio egli stesso nelle sue pagine alla ricerca della perfezione del corpo, del cuore e dell'anima. Da ciò la naturalezza delle personificazioni dei suoi eroi che non hanno nulla delle astratte allegorie. Così le immagini delle donne che descrive nelle quali la donna sfuma come donna e si trasfigura in un mito di bellezza classica.
Egli ha riportato indietro nel tempo i docenti e la dirigente facendo conoscere agli alunni il suo grande mondo antico. Vellucci, in vero, fa riemergere, nei suoi canti della memoria, ricordi lontani nei quali realtà e fantasia si fondono nei versi e nei brani di prosa che spesso acquisiscono quei toni lirici nati dalla sensibilità emotiva dell'autore che, nel ricordare, dona al lettore i sentimenti profondi della sua anima o quell'umorismo bonario tipico dei grandi scrittori.

Redazione ParvapoliS

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