Eventi & Cultura

Daniele Nardi, "In vetta al mondo"

Presentato il libro dello scalatore di Sezze che a fine anno va ancora all'assalto del Nanga Parbat

24/06/2013


Più difficile difendersi dalla natura oppure dall'uomo?.
Porre questa domanda a Daniele Nardi l'alpinista di Sezze che oggi compie 37 anni, (augurissimi), ha una risposta scontata: l'uomo. La natura, le vette da scalare, si vogliono difendere dall'uomo che cerca di scoprire nuove vie ma sempre con "sincerità" l'uomo invece è infido, cattivo, malvagio. Ti sorprende quando meno te lo aspetti e quello che è successo ieri mattina in Pakistan dove fra pochi mesi Daniele Nardi dovrebbe andare per tentare per la seconda volta l'assalto invernale stile alpino, senza bombola d'ossigeno, alla vetta del Nanga Parbat ne è la riprova. Nove alpinisti, 5 ucraini, 3 cinesi ed 1 russo, oltre la guida pakistana sono stati uccisi ad opera di un commando di Jandullah, movimento affiliato ai talebani pachistani del Tehrek-e-Taliban Pakistan (TTP), in un rifugio situato nell'area di Fairy Meadows, campo base per l'ascesa alla vetta del Nanga Parbat, nona più alta vetta del mondo nell'Himalaya (8.126 metri). Zona che si trova a pochi chilometri da quella usata da Daniele Nardi nel primo tentativo di scalata. Il Nanga Parbat si trova nell'Himalaya del Punjab. Il suo nome significa "Montagna Nuda". Alla sua base, ad una quota di circa 1000m, scorre il fiume Indo, così che questa montagna può sfoggiare un versante costituito da una parete di roccia (gneiss) e ghiaccio di circa 7000m, la più lunga del mondo. Tutti e tre i suoi lati sono stati scalati, anche se la "prima" assoluta è costata cara in termini di vittime: trentuno, in buona parte di nazionalità tedesca ed austriaca. La base del Nanga Parbat è relativamente di facile accesso, quindi è stato il primo ottomila ad essere preso d'assalto. I documenti di Nardi e della sua spedizione per la partenza sono adesso in ambasciata. Bisogna vedere se le autorità riterranno il viaggio possibile o meno.
Prima del fattaccio di questa mattina abbiamo incontrato Daniele Nardi, che è ambasciatore dei diritti umani nel mondo e porta avanti progetti di solidarietà in Nepal e Pakistan, pochi giorni fa presso la libreria Feltrinelli di Latina dove ha presentato il suo libro "IN VETTA AL MONDO, Storia del ragazzo di pianura che sfida i ghiacci eterni, edito da Infinito Edizioni, scritto con la collaborazione di Dario Ricci, giornalista di Radio24 e che ha la prefazione di Ilaria Molinari, campionessa Italiana di Apnea in assetto costante.
Questo libro, sotto forma di dialogo, rappresenta la storia della sua vita, primo alpinista al mondo ad aver conquistato in inverno (2013), in condizioni ambientali terribili, lo "sperone Mummery" (6.450 metri) del Nanga Parbat. Poi le impossibili condizioni atmosferiche hanno costretto lui e la sua compagna di cordata francese a rinunciare. Ma solo momentaneamente e talebani permettendo!. In bocca al lupo Daniele!.

Gabriele Viscomi


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