Cronaca

ICI, che confusione

28/06/2000

Ancora disagi per quei cittadini che si trovano a dover fare i conti con l'ICI, l'Imposta comunale sugli immobili, i cui termini di pagamento scadono il 30 giugno. Il Comune di Latina ha messo a disposizione un ufficio cui rivolgersi per tutti i dubbi che si vorrebbero chiarire. Sfugge, forse solo all'Amministrazione comunale, che i locali dell'Ufficio ICI si trovano a via Duca del Mare 7, giusto nel palazzo sottoposto a ristrutturazione edile. Cioè ponteggi e coperture di protezione, a limitare ancor più l'aria che darebbe del sollievo, con la calura di questi giorni, ai malcapitati in fila. Le informazioni sono fornite nell'atrio da tre impiegati comunali, i quali bontà loro, sono sottoposti alle richieste più disparate di chiarimenti, sempre pressanti, da parte dell'utenza. A complicare le cose, da quest'anno, c'è pure la "Comunicazione sulle pertinenze" relative al 1999. Qualcosa, però, lascia perplessi. Il messaggio riportato sul modello, a firma del Funzionario Responsabile ICI e del Dirigente del settore Finanze, spiega che "la comunicazione permetterà all'Ufficio ICI di individuare le pertinenze dell'abitazione principale, al fine di verificare la correttezza dei versamenti ricevuti" per arrivare alla fine dicendo sempre che la comunicazione "verrà inoltre utilizzata al fine di aggiornare i dati delle altre entrate comunali". Ma le pertinenze non sono già scritte nella "Dichiarazione ICI"? In teoria, quindi ,questi dati il Comune dovrebbe già averli. Ecco che all'utente rimane l'interrogativo: "Perché mi chiedono dei dati che io ho già scritto nella Dichiarazione?". Per dirla tutta, a confondere ancor più, ci si è messa anche una lettera, mandata dal Comune, ricevuta dagli amministratori condominiali con la quale si richiedeva di compilare una scheda allegata in cui riportare "un'altra volta" dei dati, tipo la superficie, sugli appartamenti gestiti. Ma quando si stipula, con il Comune, il contratto per la fornitura dell'acqua potabile o si accende il ruolo tributi per lo smaltimento della nettezza urbana, questi dati gli vengono già forniti. Ecco che il solito utente si richiede: "Perché mi chiedono dei dati che io ho già scritto nei contratti?" Alcuni "se", per associazione, è normale farli. Ma se il Comune avesse qualche altro tipo di programma informatico, un bel grande e unico database, in grado di gestire meglio l'entrate di questa imposta… Se Latina avesse la sua bella Rete Civica (sempre di informatica si parla), magari anche in grado di "parlare" con il catasto - per acquisire le informazioni che chiedono oggi - che si chiama proprio Nuovo Catasto Elettronico… Rimane l'amara consolazione dei proverbi antichi: "dei ma e dei se sono pieni i fossi".

Redazione ParvapoliS


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