Politica

Sisca e la tutela di donne e minori

La Delegata Pari Opportunità, Filomena Sisca, e candidata MCL alla Regione incontra i Centri di tutela presenti sul territorio

18/02/2013

Da sempre la Delegata alle Pari Opportunità Provincia di Latina, Filomena Sisca, ha impostato il lavoro nel settore che le compete con un occhio di riguardo alla tutela del segmento più debole della società, donne e bambini. Per quanto le Pari Opportunità abbraccino un campo molto ampio Filomena Sisca ha concentrato gran parte del suo impegno sulla violenza sulle donne -includendo in questo anche un percorso formativo in collaborazione con la Casa Circondariale di Latina per la cura del sex offender- e sui minori vittime di abusi tentando di raccordare le tante, e importanti, realtà presenti sul territorio attraverso una mappatura che identificasse i soggetti da interpellare per creare una rete antiviolenza.

Nell'ambito di questo importante progetto Filomena Sisca si è confrontata, in questi giorni, con Spazio Incontro, realtà che opera su Formia e il basso Lazio per tutelare i minori, e con il Centro Donna Lilith che già da tempo usufruisce di cospicui sovvenzionamenti da parte dell'ente provinciale, che si occupa di donne discriminate e abusate e dell'affermazione delle libertà femminili. È emerso come fondamentale sia creare convenzioni con queste importanti realtà presenti sul territorio, e non solo con queste, che possano spianare la strada per una collaborazione fattiva che porti vantaggi per le parti deboli della società in cui viviamo.

«Basta con le costosissime consulenze, occorre rivalutare le associazioni che da anni operano sul territorio e che ne conoscono le criticità; occorre creare figure competenti che si confrontino quotidianamente con la rete antiviolenza che il Settore Pari Opportunità ha creato, con la mappatura del territorio che dà dei riferimenti importanti al fine di far emergere la qualità del servizio al cittadino. I beneficiari dell'opera di queste associazioni fondamentali per il territorio, i bambini e le donne, non possono vivere di progetti! Non possono avere cure e tutela solo quando l'associazione che se ne occupa ha i fondi per poterlo fare, hanno bisogno sempre di essere tutelati! Inoltre sarebbe opportuno rilanciare i principi dell'assistenza domiciliare e della prevenzione per far sì che vengano abbattuti gli alti muri delle strutture in favore di servizi più vicini ai cittadini. Non è possibile che la cura delle persone fragili sia relegata alla famiglia di appartenenza all'interno delle mura domestiche, ritengo giusto investire nella formazione e nella valorizzazione delle professioni di cura per la parte debole della società».

Redazione ParvapoliS


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