Politica

Sabaudia, chi nasconde il Codice dell'Ambiente?

Lo afferma Nello Ialongo in una dura nota contro il sindaco Lucci

15/09/2012

Ormai si è allo scontro aperto. Il sindaco di Sabaudia che si difende e contrattacca, le forze d'opposizione che lo attaccano da tutte le parti. Il centro del contendere è ancora una volta il Lago che per Nello Ialongo è pubblico a tutti gli effetti: "Quando il Sindaco Lucci si deciderà finalmente a leggere il decreto legislativo n° 152/2006, il cosidetto Codice dell’Ambiente, che all’art. 144 dichiara pubbliche tutte le acque superficiali, si renderà conto che con la sua dichiarazione a favore del privato ha commesso una gaffe storica. Secondo il Consiglio Nazionale del Notariato questa disposizione di legge fa sì che possano restare privati solo i laghi che gli agricoltori si costituiscono derivando acqua da un fiume e facendola affluire in un avvallamento dei propri terreni ai fini dell’irrigazione". Ialongo risponde a Lucci alla domanda cosa avesse fatto lui quando era amministratore: "Chiedendomi cosa ho fatto personalmente per la salute nel lago Lucci mostra assoluta ignoranza sulle grandi opere eseguite dal Comune di Sabaudia a suo tempo; prima fra tutte la condotta fognaria circumlacuale che ha raccolto tutti gli afflussi inquinanti verso il lago convogliandoli al depuratore centrale, realizzata mediante un finanziamento pubblico di molti miliardi di lire. In tutto il mondo questa è la prima e fondamentale opera per il disinquinamento dei bacini lacustri. Dopodiché quell’Amministrazione comunale alla quale partecipavo, inviò a Bruxelles, per un possibile finanziamento, un progetto di fattibilità per interventi diretti nel bacino, quelli cioè risolutivi per il disinquinamento. La richiesta fu respinta in quanto il lago risultava privato. Ora il Codice dell’Ambiente ha risolto il problema; però occorrono a tutti i livelli della pubblica amministrazione, dal Comune, alla Regione, ai Ministeri competenti, uomini capaci di far prevalere l’interesse pubblico. Purtroppo da tempo è più facile trovare nel mondo politico gente in combutta con i privati. Mi onoro invece di avere condotto per decine di anni, insieme a Rodolfo Carelli, una lotta per il riconoscimento della demanialità del lago senza soste e senza risparmio di energie, sia quando eravamo alla guida del Comune sia successivamente convocando a sostegno anche un Assemblea cittadina. Non mi interessa comparire sui giornali; mi addolora fortemente vedere il lago di Sabaudia avviarsi lentamente alla morte biologica".

Antonio Picano

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