Cronaca

Sequestrati i beni di Alessandro Contì

Si tratta di un appartamento, una moto e conti correnti

13/09/2012

Alessandro Contì
La Polizia di Stato continua a sequestrare i beni dei pregiudicati della provincia di Latina. Questa volta si tratta di Alessandro Contì, 32 enne di Cisterna pregiudicato di spicco per reati inerenti il traffico e lo spaccio di sostanze stupefacenti, nonché elemento fortemente proclive a delinquere e molto pericoloso per la sicurezza pubblica. Per questi motivi gli agenti del Commissariato P.S. Cisterna di Latina, su impulso del Questore Intini ed in collaborazione con l’Ufficio Misure di Prevenzione della Divisione Anticrimine, si sono messi a scandagliare le posizioni patrimoniale e reddituale sue e del suo nucleo familiare, riuscendo ad individuare proprietà immobiliari, un motoveicolo e saldi attivi presso istituti di credito a cui ha fatto seguito, prima dell’estate, la presentazione al Tribunale di Latina di una dettagliata proposta di applicazione della misura di prevenzione della sorveglianza speciale di P.S. con obbligo di soggiorno e di sequestro anticipato delle “ricchezze” accumulate nel corso degli ultimi anni . L’excursus criminale di Alessandro Contì delinea in modo netto il percorso di vita antisociale compiuto dal medesimo, da considerare a tutti gli effetti “uomo di fiducia” del pluripregiudicato locale Gennaro Amato già sottoposto dal Tribunale di Latina nel settembre dello scorso anno alla misura di prevenzione personale della Sorveglianza Speciale di P.S. per anni 3 con obbligo di soggiorno nel comune di residenza nonché alla confisca patrimoniale di beni mobili ed immobili. Già tratto in arresto e denunciato a piede libero in operazioni antidroga alcuni anni orsono, il Contì insieme con Amato e con altre tre persone è stato arrestato nell’ottobre dello scorso anno a Nettuno in località Acciarella, in quanto sorpresi con un tir carico di circa 200 Kg di sostanza stupefacente del tipo marijuana: per questo, nel febbraio scorso, è stato condannato in primo grado dal Tribunale di Velletri alla pena di 5 anni e 6 mesi di reclusione, che sta tuttora scontando in carcere. Questo corollario delinquenziale è stato intersecato con gli accertamenti patrimoniali al fine di far emergere che la disponibilità diretta e indiretta di beni mobili e immobili è il frutto delle attività illecite poste in essere, tenuto anche conto che le denunce dei redditi effettuate finora non ne giustificano il possesso e la titolarità. Il decreto del Tribunale di Latina, condividendo le risultanze investigative della Polizia di Stato, ha ritenuto sussistere la necessità di un sequestro anticipato dei beni in considerazione dell’attualità della pericolosità di CONTI’ e del pericolo che i beni possano essere sottratti o dispersi. Pertanto sono stati “messi i sigilli” ai seguenti beni, per un valore pari a circa € 250.000,00:
· Appartamento in Cisterna di Latina, acquistato nel 2008, con annessa corte esclusiva di pertinenza, intestato alla madre;
· Motoveicolo YAMAHA T MAX 500, intestato al fratello;
· Tutti i rapporti con saldo attivo intrattenuti dal proposto presso gli Istituti di Credito sul territorio nazionale.
A novembre si discuterà, in contraddittorio, l’applicazione della misura di prevenzione della sorveglianza speciale e l’eventuale confisca delle utilità che per ora sono state affidate ad un amministratore giudiziario nominato dal Tribunale, che dovrà inventariarle e consegnare una relazione al collegio giudicante entro trenta giorni dall’immissione in possesso.

Maurizio Berri

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