Cronaca

"Morti solo un numero limitato di pesci a causa delle alte temperature"

"Mancano le autorizzazioni per interventi radicali richieste sin dallo scorso gennaio"

04/09/2012

Nei giorni scorsi il lago di Paola è stato interessato da una moria di pesci che ha preoccupato non poco. Sul fatto interviene l'avvocato Andrea Bazuro, amministratore dei Beni Ereditari dell'avv. Scalfati che ha inviato questa nota: "Allo stato non si è verificata alcuna moria di pesce nel Lago di Paola, intesa come ampio e generalizzato decesso di prodotto ittico. A causa delle alte temperature, della mancanza di pioggia e di venti caldi di levante, nei giorni scorsi è infatti morto solo un limitato numero di esemplari di lattarini (piccoli pesci particolarmente sensibili agli eventi sopra indicati) e di pesci locali (spigole e cefali). Data la scarsa entità dell’evento, lo stesso può essere considerato come fisiologico e assolutamente normale per il periodo. Questo non deve di certo far abbassare la guardia e sminuire i giusti allarmismi suscitati da alcuni ambientalisti. Gli attuali proprietari nel condividere tali posizioni, rivendicano di essersi battuti sin dal primo giorno della nuova gestione, iniziata solo due anni orsono, per il risanamento reale del Lago di Paola. È evidente che il bacino ha bisogno di cure e non è scontato che nelle prossime settimane non ci sia il rischio di fenomeni di moria più significativi. I termini del discorso devono tuttavia essere trattati con responsabilità, senza strumentalizzazioni, in considerazione del fatto che teniamo tutti alla salute del bacino e che, quindi, abbiamo tutti lo stesso obiettivo di risanarlo, tutti insieme. Di certo occorre riscontrare che la qualità dell’acqua del Lago quest’anno è stata migliore – nonostante le condizioni climatiche – di quella del corrispondente periodo dell’anno passato. Per quanto concerne il forte odore di zolfo, lo stesso non ha nulla a che fare con la moria del pesce, ma piuttosto con il sollevamento del fondale determinato dall’azione del vento. Purtroppo, cinquant’anni di scarichi urbani non possono essere eliminati con le parole. In relazione a ciò, tuttavia, si precisa che gli attuali proprietari hanno depositato già nel gennaio scorso una richiesta presso tutti gli enti competenti per procedere al dragaggio del canale principale, al fine di ossigenare maggiormente il Lago di Paola, stanziando oltre 60 mila euro per l’intervento. Alla data odierna, non sono ancora pervenute le autorizzazioni, tra le quali il necessario nulla osta da parte dell’Ente Parco. Inoltre, è intenzione della proprietà procedere quanto prima a predisporre un progetto di risanamento del bacino che preveda tubi di ossigenazione da posizionare nelle zone più asfittiche del Lago e pozzi artesiani per ripristinare un sufficiente afflusso di acqua dolce. È evidente che si tratta di interventi importanti, che richiedono tempo e risorse finanziarie. Riteniamo però fondamentale che dopo tanto tempo, la discussione e la progettazione siano tornate ad essere concentrate su argomenti legati alla tutela ambientale. Tale progetto potrà essere finanziato anche nell’ambito dell’accordo di trasferimento consensuale del Lago di Paola al patrimonio pubblico, attualmente in discussione tra gli attuali proprietari e le strutture competenti della Regione Lazio. Tanto si doveva. Cordiali saluti. Avv. Andrea Bazuro

Redazione ParvapoliS

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