Economia

Latina. La "deregulation", la strada giusta per vincere la sfida della competizione e della crescita economica. Un convegno a Sabaudia

18/07/2001

Come ogni anno, la Confindustria, avvalendosi anche della preziosa
collaborazione delle sue Associazioni "affiliate", ha presentato il
rapporto sullo sviluppo imprenditoriale italiano, analizzando tutti
i fattori che lo ostacolano, come quelli che lo incentivano.
Questa volta la "fotografia" della realtà industriale del nostro
Paese è stata ottenuta incrociando i dati rilevati su due livelli di
indagine: lo studio, da parte della Doxa, di 1.030 aziende, che hanno dalle le 5 alle 250
unità produttive, ritenute campione statistico dell'universo imprenditoriale italiano,
che comprende ben 2.500 aziende di tali dimensioni - ossia, quelle che comunemente vengono
definite piccole e medie imprese ; il questionario statistico a cui è stato sottoposto un
campione di 500 aziende, tutte associate alla Confindustria. Da questi due strumenti
statistici così significativi, si ottengono dei dati ben determinati, che possono fornire
delle indicazioni molto precise agli addetti ai lavori, e non solo. Infatti, anche gli enti
locali si trovano ad essere molto coinvolti nel discorso della crescita e dello sviluppo
produttivo, dal momento che possono fungere sia da argine che da incentivo all'impresa.
Quello che si profila è un futuro di sinergie a più livelli, sociale, economico e, non ultimo,
amministrativo, affinché il sistema impresa italiano sia davvero competitivo e in grado di
soddisfare la sempre crescente offerta di lavoro, che spesso resta disattesa, creando quei
tassi, in alcuni casi elevatissimi, di disoccupazione di cui tanto si parla e di cui,
giustamente, ci si preoccupa. La situazione italiana è fatta, però, di tante realtà,
territoriali e legate ad uno specifico segmento produttivo. Restando nello "specimen" della
nostra provincia, ieri si è svolto il Convegno sul dato relativo alla piccola e media
industria locale, in un incontro tra economia e politica, fortemente voluto dalla
Confindustria e dall'Assindustria di Latina, con la partecipazione dei vari livelli
istituzionali, del Presidente della Regione Lazio, Francesco Storace e il Presidente
dell'Amministrazione Provinciale di Latina, Paride Martella, nella splendida cornice
dell'Auditorium del Parco Nazionale del Circeo, appena due passi fuori dal centro abitato
di Sabaudia, sottolineando l'importanza che riveste l'ambiente anche nel discorso economico.
Non si è trattato solo dell'elezione del Presidente Provinciale dell'Assindustria di
Latina: quest'anno, come nel biennio precedente, la carica è andata nelle mani di
Franco Cesarini, rieletto, si può dire, all'unanimità, con 315 voti su 317; l'incontro ha
avuto una portata diversa, più ampia, sottolineando il concreto impegno da parte
degli Enti locali di essere parte integrante dello sviluppo produttivo della piccola
e media impresa, che rappresenta un segmento fondamentale di tutta l'economia pontina.
Anche se i dati sono, per certi aspetti, incoraggianti, ancora si ravvisano degli ostacoli
che, solo con grande volontà e sforzo da parte di tutti gli attori socio-economici,
possono essere definitivamente rimossi: il principale, come da più tempo "tuona" il
Presidente Storace, è, senza dubbio, costituito dalla carenza e dall'inadeguatezza delle
infrastrutture pontine. Senza contare la "famigerata" Pontina, basti pensare alla bretella
Cisterna- Valmontone, come al potenziamento necessario di una parte del Grande Raccordo Anulare,
che servirà da propulsore per tutto il traffico e la viabilità della
nostra regione. Questo e molto altro è emerso ieri dal Convegno, dall'importanza della
via intrapresa in tutto il Paese della "deregulation" allo scambio sinergico,
produttivo e propulsivo, di tutte le parti in gioco. Solo questa è la direzione giusta
per vincere l'ardua sfida della competizione e della crescita economica.

Marianna Parlapiano

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