Cronaca

"Dateci il Villagio del Parco"

Lo chiede l'associazione "Basta sangue sulle strade" per farne una casa alloggio

17/05/2012

L’Associazione Basta Sangue Sulle Strade Onlus si fa portavoce di una proposta tesa al riuso a fini sociali dei beni sequestrati alla malavita o all’abusivismo. Lo spunto è stato fornito dalla vicenda del Villaggio del Parco, la lottizzazione nel Comune di Sabaudia ritenuta abusiva e per questo sequestrata nel 2006. In quell’area doveva sorgere una casa-alloggio per anziani autosufficienti divenuta poi un complesso di case vacanze in zona agricola, convertita in zona edificabile con un escamotage amministrativo. L’Associazione ha intenzione di proporre un progetto per la conversione del bene in un villaggio turistico dedicato a chi, anche in seguito a un incidente stradale, è diventato disabile. L’affidamento della gestione andrebbe a Cooperative o Associazioni che già operano nel settore. Il Villaggio del Parco si presterebbe bene a questo progetto anche perché le 285 villette sequestrate su 12 ettari di terreno permettono un facile accesso anche a chi è sulla sedia a rotelle, visto che dispongono di camere e servizi al piano terra, mentre al piano superiore ci sono uffici e strutture tecniche. Inoltre, in base all’introduzione della norma che permette la sostituzione della pena con lavori socialmente utili da svolgere presso Associazioni di volontariato, Enti pubblici o Onlus, colui che ha causato un incidente stradale potrebbe essere dirottato dal giudice a prestare servizio di assistenza ai turisti disabili presso queste strutture. Assistere, infatti, persone con una disabilità derivata da un sinistro stradale, dal punto di vista della rieducazione, andando a comprendere le reali conseguenze di un atto irresponsabile alla guida, rappresenterebbe una forte sollecitazione al rispetto delle regole imposte dal codice della strada. Basta Sangue Sulle Strade Onlus con questo progetto di riconversione del Villaggio del Parco persegue anche il fine di mettere in rete le diverse realtà presenti sul territorio nazionale per condividere le esperienze di rieducazione dei soggetti che stanno scontando la propria pena con l’impegno in un lavoro socialmente utile.

Maurizio Berri

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