Cronaca

Vai al bagno solo se il bar è aperto

Il paradosso della stazione ferroviaria di Fondi-Sperlonga. Come si scende a compromessi

16/05/2012

Ha del paradossale la presentazione in pompa magna di un accordo che permetterà l’apertura dei bagni pubblici alla stazione di Fondi-Sperlonga, presentato dai sottoscrittori come storico ma che sembra invece semplicemente dimostrare quanto ancora indietro sia l’Italia rispetto ad altri paesi Europei.
Da settimane infatti i bagni pubblici alla stazione di Fondi erano inservibili causa crisi: le Ferrovie dello Stato (unico vettore per passeggeri attualmente in attività sulla rete italiana) ha infatti deciso da tempo il ridimensionamento dei servizi ritenuti non indispensabili (ed un bagno in una stazione che giornalmente riceve 18 treni solo dalla Capitale ovviamente non rientra tra i servizi indispensabili, vista la presenza di numerose aiuole nei pressi della stazione). Per ovviare alla situazione, tuttavia, si è giunti ad un accordo tra il Comune di Fondi, le stesse Ferrovie dello Stato e il gestore del bar della stazione (bar sfornito di bagno. Possibile? Si).
Ecco l’accordo: le Ferrovie dello Stato concederanno l’apertura dei bagni di loro proprietà, il Comune provvederà alla loro pulizia, il gestore del bar a rifornirli di carta igienica e sapone. Un accordo di compromesso di per sé inaccettabile, visto che il mantenimento di standard minimi di igiene è richiesto a tutti coloro che forniscono un servizio pubblico (e non si capisce perché le Ferrovie dovrebbero esserne esenti) ma comunque accettabile e sintomo quantomeno di buon senso e sensibilità da parte di un privato e dell’amministrazione. Qui però si innesta la notizia sconvolgente: i bagni saranno usufruibili solo negli orari di apertura del bar, negli altri orari non rimarrà che attendere il treno (sperando non sia uno di quei regionali in cui i bagni non funzionano mai) oppure usufruire delle aiuole.

Andrea Lucidi

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