Cronaca

Muore di stenti il figlio di una mendicante di Aprilia: aveva 18 mesi

Una famiglia di rumeni fu sgomberata dalla bulloneria e viveva nell'ex cantina sociale

14/11/2011

Muore in Romania, di malattia e stenti, il figlio di diciotto mesi di una ragazza mendicante di Aprilia. Lei, 19 anni, vive dentro l’ex cantina sociale Enotria di via Nettunense, ed è tutti i giorni sui treni della Roma- Napoli, per chiedere elemosina ai viaggiatori. Il bambino che era stato affidato alla nonna, è morto per una polmonite. In Romania è rimasto il fratellino di tre anni. La mamma ha raccontato, in lacrime, agli operatori sociali di strada di ES24, che il bimbo era sano, ma che le condizioni di vita, così come quelle abitative, sono paurosamente precarie a causa della povertà della famiglia. Secondo la giovane madre le cure sono state approssimative, per l'insufficienza dei servizi ospedalieri nella regione di provenienza. La ragazza, appartiene ad un nucleo rom, ma non indossa i vestiti tradizionali. È giunta in provincia di Latina cinque anni fa, quando era ancora minorenne. È nata nella provincia di Dolj, con capoluogo Craiova, una delle regioni a maggiore densità di insediamento di popolazione di etnia rom. Appena sedicenne è stata data in sposa ad un ragazzo rom, anche lui mendicante e minorenne. I due , insieme ad altri fratelli più piccoli, venivano utilizzati per la raccolta di elemosina in strada, dinanzi i supermercati, nelle stazioni e sui treni, che transitano in provincia di Latina. Nel 2008 dopo innumerevoli accertamenti, colloqui e osservazioni, la sala operativa sociale, quando era ancora gestita da Provincia e Prefettura, inviò una voluminosa documentazione alla Procura della Repubblica di Latina. Grazie alla paziente opera di ricerca sociale, un quarantenne romeno, che gestiva e sfruttava i ragazzini, tra cui la giovane mamma, è stato rinviato a giudizio ed è tuttora in corso il processo. L’uomo è accusato di maltrattamento dei minori; per averli sfruttati e per le indicibili condizioni di vita a cui erano sottoposti. Poco dopo il suo arrivo in Italia la ragazzina rimase incinta del primo bambino, che è nato ad Aprilia. Tutto il nucleo familiare, comprendente i genitori, altri adulti e il gruppo di bambini, viveva dentro l’ex OMP di via Verdi, sempre ad Aprilia. Dopo lo sgombero e la demolizione della bulloneria, avvenuto nel luglio 2009, questo nucleo di immigrati ha trovato varie sistemazioni precarie. Infine si è sistemato all’interno della ex cantina sociale. Una struttura fatiscente e pericolosa dove , nonostante i numerosi sgomberi di polizia, continuano ad abitare insieme ad altri rumeni. Nella struttura dismessa è stata rilevata la presenza di diversi minori . Il numero complessivo degli occupanti oscilla tra le venti e le trenta persone. Il numero degli “abitanti” dell’ex Enotria andrebbe aggiunto al numero complessivo del popolo delle baracche e dei senzatetto presenti in provincia. E’ del tutto evidente che sarebbe necessario un piano di intervento complessivo che comprenda le azioni di polizia coordinate con quelle, indispensabili. di carattere sociale . Il problema è che nel nostro territorio la concertazione sociale interistituzionale in questo campo non fa passi in avanti. Tranne poche eccezioni, forze di polizia, istituzioni locali , volontariato non programmano insieme e si va disperdendo la fruttuosa sperimentazione avviata, negli anni scorsi , dal Prefetto Bruno Frattasi. È il caso degli operatori di ES24, i quali hanno una consolidata, dimostrata, esperienza in questo campo, come in quello dei rimpatri volontari umanitari assistiti. ES24 ha, ripetutamente, dato la propria disinteressata disponibilità a partecipare alla programmazione concertata degli interventi ed alla loro realizzazione. Ciononostante Es24, anche a causa di veti politici, non viene coinvolta ne consultata negli sporadici momenti in cui vengono prese decisioni su queste materie.

Rita Bittarelli

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