Eventi & Cultura

In ricordo di Filippo Caucci Molara

Il patriota del Risorgimento che ha impresso il nome di Cori nella storia d'Italia

14/07/2011

Nell’ambito del 150imo anniversario dell’Unità d’Italia l’Amministrazione di Cori vuole rendere omaggio al Colonnello Filippo Caucci Molara (Cori, 1810 - Roma, 1880). Nostro concittadino, egli ha vissuto da protagonista le vicende del Risorgimento italiano, successivamente da lui raccolte in un libro di “Memorie”, conservate nel Museo Centrale del Risorgimento di Roma, recuperate dall’oblio e pubblicate nel 2008 dall’Archivio Storico Comunale di Cori. Caucci Molara può essere considerato a tutti gli effetti un uomo del Risorgimento perché tutta la sua vita è stata consacrata alla realizzazione dell’Unità d’Italia, e per questo ideale si è battuto, guadagnando onori e scontando sulla sua pelle il prezzo delle decisioni prese. Questo personaggio dal “carattere prussiano”, dalla morale inflessibile, rispettoso dei regolamenti e della disciplina, lungo il suo cammino ha incrociato spesso uomini determinanti, come Pio IX, Mazzini e Garibaldi. A modo suo, ha dato il proprio contributo alla causa nazionale, soprattutto quando decise di abbandonare il senso del dovere e di lealtà nei confronti del Vaticano per combattere al fianco dei repubblicani capitolini e poi con i reali sabaudi, mosso dall’orgoglio di battersi per la libertà, per il diritto delle genti, per la giustizia e per la causa nazionale. Egli ha attraversato tutte le vicende che hanno preceduto l’unificazione della penisola, prima alla guida dell’esercito pontificio e poi di quello piemontese: dai moti del 1831 alla I Guerra d’Indipendenza (1848), dalla difesa della Repubblica Romana (1849) alla II Guerra d’Indipendenza (1859), fino alla campagna del 1860. Il tutto passando per persecuzioni, arresti ed esili, in Italia, in Brasile e Turchia per essere infine candidato al Parlamento italiano nel collegio di Velletri. “Il Colonnello Filippo Caucci Molara è per noi coresi un autentico uomo e patriota del Risorgimento per sua la dirittura morale, il senso del dovere, i principi liberali, l’amor di patria, il coraggio e lo spirito di avventura” - spiega il Sindaco Tommaso Conti, che aggiunge – “le sue “Memorie”, sono un esempio della storia locale che contribuisce alla costruzione di un quadro generale. La storia di un corese che partecipò ad un grande evento, che preferì gettarsi nella battaglia piuttosto che guardare da lontano gli avvenimenti: non un caso isolato per Cori, ma neppure così frequente”.

Sara Fedeli

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