Economia

Priverno. Come cambia l'Inps. Una sede sperimentale e la riorganizzazione della Pubblica Amministrazione. Nuovi servizi in provincia

21/06/2001

Il titolo del convegno organizzato dall'Inps all'Abbazia di Fossanova a Priverno
questa mattina è abbastanza esplicativo:"Come cambia l'Inps. Una sede sperimentale
e la riorganizzazione della Pubblica Amministrazione". Laddove si dice che qualcosa
cambia, non che è già cambiato, vuol dire che è implicito il concetto di cambiamento,
di quel tutto scorre che è tipico della nostra società e di tutti i fenomeni sociali.
E l'Inps si occupa società civile e delle sue problematiche inerenti ai temi della
previdenza e dell'assistenza. Cambiando le esigenze dell'economia, del cittadino è
ovvio che debbano cambiare anche le leggi, innovarsi le strutture organizzative e le
culture delle persone che devono tradurre in servizi le istanze delle comunità locali.
La seconda considerazione va fatta sul sottotitolo: si parla anche di una sede
sperimentale e della riorganizzazione della Pubblica Amministrazione.
Sperimentazione e Pubblica Amministrazione possono sembrare, a prima vista,
due termini antinomici: in effetti, l'eccessiva burocrazia tipica della Pubblica
Amministrazione è un deterrente forte all'innovazione e alla sperimentazione.
Per riformarsi l'Inps ha dovuto coinvolgere tutte le sue strutture periferiche,
partendo dalla base per arrivare al vertice. In questi anni si è assistito ad un
processo che approderà ad un maggior snellimento burocratico degli atti e delle
procedure amministrative, vero obiettivo delle tre leggi Bassanini sul decentramento
amministrativo. Il Comitato Provinciale dell'Inps di Latina presieduto da Lia Lepri
ha adottato lo spirito e l'intento di Bassanini per arrivare ad uno snellimento
burocratico che aumenti l'efficienza e la qualità dei servizi offerti da questo
istituto Previdenziale, a livello provinciale, sulla scia di quanto sta già
avvenendo, in fase di sperimentazione, a livello nazionale. Gli obiettivi della
riforma sono ambiziosi ma molto concreti: si tratta, in primo luogo, di operare un
decentramento territoriale, orientato a realizzare un'efficace e razionale presenza
dell'Istituto sul territorio, decongestionando le strutture urbane di grandi
dimensioni e migliorando, quindi, il servizio; ridurre, in secondo luogo, i livelli
gerarchici, evitando sovrapposizioni di ruolo e decentramento decisionale, con
un'ampia responsabilità assegnata alle strutture territoriali periferiche; si passa
poi alla revisione del ruolo e dei contenuti delle funzioni dirigenziali
valorizzando le posizioni dei funzionari; occorre, inoltre, riorganizzare le sedi
per elevare la loro economicità e funzionalità; necessario risulta anche essere lo
sviluppo del sistema informatico, quale elemento di efficienza, di integrazione e
di circolarità delle informazioni; infine, va approntato il miglioramento della
comunicazione in grado di soddisfare sia le esigenze del cliente interno che di
quello esterno. Vanno, quindi, potenziati i collegamenti telematici e i sistemi di
erogazione di servizi a distanza, quali il telefono verde, gli sportelli self-service,
gli sportelli polifunzionali. Tutto questo è il progetto di riforma dell'Inps a
livello locale, sulla base della sperimentazione nazionale e del processo di
decentramento amministrativo a cui, da anni, si assiste. Molte le cose da
perfezionare e i problemi da risolvere, quali, ad esempio, lo squilibrio delle
risorse, a partire da quelle relative al personale: basti pensare che all'Inps di
Latina lavorano oggi circa 200 persone, molte meno di prima e del necessario a causa
di pensionamenti e del turn-over. Le strutture dell'Inps hanno una situazione molto
critica, che rende difficile assolvere a tutti i compiti da svolgere per il
cittadino. A poco serve pensare che la qualità del servizio e gli standard di
produttività sono molto alti. Occorre continuare sulla linea delle sinergie sul
territorio con altre strutture pubbliche, ricercando altri modi di integrazione e
collaborazione tra le diverse realtà della pubblica amministrazione, come è già
avvenuto nel Comune di Aprilia con i "Punti Cliente", dove è presente anche l'INAIL
e i "Punti di servizio" realizzati o in corso di realizzazione presso i Comuni di
Priverno, Gaeta, Ventotene. In quest'ottica di sinergie ed innovazione, l'Inps di
Latina ha dato vita ad un'altra iniziativa: il "Punto di servizio integrato della
Pubblica Amministrazione", progetto premiato dal Dipartimento della Funzione
Pubblica nell'ambito di un concorso. L'obiettivo centrale, perciò, del Comitato provinciale della Pubblica Amministrazione di Latina resta quello di sviluppare sinergie per migliorare l'efficienza degli uffici e l'efficienza del servizio offerto all'utenza. Basti pensare che, solo a Latina, l'Inps eroga una pensione ogni 4 abitanti, occupandosi di circa 20 mila invalidi civili, 100 mila pensionati e dovendo soddisfare circa 250 domande mensili di pensioni di anzianità ed invalidità. La situazione è ben lungi dall'essere del tutto chiara: basti pensare che su 178 aziende ispezionate, solo il 29% risulta avere una posizione regolare: in ben 119 aziende si lavora in nero o, comunque, in situazioni non regolamentari. Il lavoro che attende l'Inps in questi tempi è duro, il compito è arduo: la via imboccata dell'innovazione e del decentramento sembra essere l'unica possibile. Di tutto tutto questo e di altro oggi si parla al Convegno di Fossanova, con il Presidente del Comitato Provinciale di Latina, Lia Lepri, il suo Vicepresidente, Sergio Viceconte, il Direttore dell'Inps di Latina, Antonio Costanzo, il Presidente del Consiglio di Indirizzo e Vigilanza dell'Inps nazionale, Aldo Smolizza, ed altri esponenti del mondo politico e sindacale.

Marianna Parlapiano

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